La libertà di essere omofobi

Le polemiche italiane sono sempre situate al limite tra l’imbarazzante e il ridicolo. Ma le dichiarazioni che circolano sul web da una settimana a questa parte si collocano ben oltre, al confine con l’indecente. Il peggio è che provengono dal sottosegretario al Ministero dell’Istruzione Gabriele Toccafondi. “Nomen omen” si potrebbe commentare per suscitare un momento di ilarità. In realtà c’è ben poco da ridere: in un’intervista rilasciata a Tempi, nel rispondere ad una serie di domande retoriche e tendenziose (medaglia d’oro a: “Cosa c’entra un Ufficio antidiscriminazioni con l’educazione e con i cosiddetti diritti gay?”), Toccafondi spara a zero su tutti. A partire dal già citato Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, passando ad una delittuosa assemblea d’istituto in un liceo modenese a cui era stata invitata Vladimir Luxuria senza contraddittorio (avrebbero potuto chiamare Forza Nuova, no?), fino al ddl Scalfarotto, che mette in discussione “la libertà di espressione e quella educativa, entrambe previste dalla Costituzione”.

Cosa aspettarsi del resto da chi proviene dallo stesso partito di Alfano (“L’Italia non diventerà né una grande sala parto per immigrati né un grande locale Arcigay”) e Giovanardi (impagabile l’aneddoto sul fidanzato rasta-gay della figlia)? Stavolta a suscitare scandalo presso gli ultra-conservatori è una sitcom promossa dall’Unar, dal titolo Vicini. L’efferato crimine sarebbe il solito: ennesimo tentativo di plagiare le tenere menti dei bambini da parte del losco potere gay che vuole appropriarsi del mondo.

A pensarci bene, hanno ragione. Chissà, magari una volta tornati da scuola, i piccoli potrebbero cominciare uno sciopero della fame, per convincere padre e madre a separarsi e unirsi rispettivamente ad un uomo e una donna, con lo scopo di formare una nuova famiglia allargata ed omosessuale. Nulla è da escludere. Basta guardare un episodio della serie, per convincersi del potere nefasto di Vicini. Una coppia di ragazzi gay ha smarrito il gatto. Immediatamente il pensiero va alle sorelle cinesi vicine di casa e i due ipotizzano che la bestiola possa essere stata cucinata e spacciata come involtino primavera, oppure miracolosamente guarita dalla sua inappetenza grazie all’agopuntura. Il finale capovolge la situazione, con le cinesi che riportano il gatto ai ragazzi e un breve dialogo in cui esse dimostrano di essere più “italiane” di quanto si possa immaginare.

Insomma, potete constatare come la scuola sia diventata ormai un luogo di pericoloso indottrinamento. Toccafondi afferma: “Non c’è giorno che passa in cui non ci siano genitori costretti a dar battaglia vedendo lesa la loro libertà di educazione, peraltro protetta dall’articolo 30 della Costituzione”. Quale libertà, di grazia? Quella di instillare nelle nuove generazioni un messaggio cascante e decrepito, smentito dalla scienza e disprezzato dal buon senso? L’Oms ha depennato l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali nel lontano 1990, eppure c’è ancora chi distingue tra “normali” e “diversi”. Non preoccupatevi, seguaci di Tempi, La Nuova Bussola Quotidiana e Avvenire. Nessuno vuole sopprimere la vostra “famiglia tradizionale”.

Il mondo è un organismo in perenne movimento, cambia radicalmente da un secondo all’altro. Il conservatorismo è uno dei fallimenti più grandi dell’umanità, dal momento che fomenta odio, discriminazione e quella snervante, pavida ostinazione nel mantenere lo status quo. Organizzate pure le vostre Crociate, se volete. Il progresso delle idee ha messo in moto la sua macchina e non si fermerà certo per voi, tutti presi dall’obiettivo di lasciare invariata quella maggioranza clericale che ha da sempre mantenuto stuoli di signorotti e lacchè, continuando a farlo sino ad oggi.

Anche tra cinquant’anni uomini e donne si innamoreranno l’uno dell’altra, avranno figli e li cresceranno. Solo che vivremo in una società libera, dove nessuno si straccerà le vesti contro i diritti LGBT e la laicità dello Stato (avvertire Toccafondi della sua esistenza, prego) sarà garantita sotto ogni aspetto. Ormai i principi catto-esclusivisti sono inadatti: se Schopenhauer nell’Ottocento dichiarava che “verrà il tempo in cui la dottrina di un Dio-creatore sarà in metafisica riguardata come ora in astronomia quella degli epicicli”, adesso ribadiamo che domani il pensiero “omofobicamente perbenista” sarà di gran lunga sorpassato. Almeno quanto l’egemonia ecclesiastica.

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