Scomparso Marcello, aiutateci a trovarlo!

Questo pezzo non contiene nessun commento su fatti di politica o cronaca né qualsivoglia intento polemico. È un articolo atipico. Anzi, non è nemmeno un articolo: è una disperata richiesta di ritorno a casa a un figliol prodigo andato via. Approfitto di questo spazio per dare a chiunque la possibilità di dare una mano a trovarlo. Si chiama Marcello, 73 anni, capelli grigi, porta gli occhiali e ha l’accento palermitano nonostante i molti anni passati tra Roma e Milano. Aiutateci, siamo davvero disperati.

È strano, non si riesce a capire come gli sia venuto in mente di scappare, non gli abbiamo mai fatto mancare nulla. Voleva essere eletto deputato con il nuovo partito di cui era cofondatore? E noi lo abbiamo accontentato. Voleva andare a Bruxelles come europarlamentare? Nessun problema. Desiderava diventare senatore? Lo abbiamo eletto anche lì. Di cosa poteva lamentarsi? Aveva tanti di quei amici: imprenditori miliardari, presidenti del Consiglio, proprietari di squadre di calcio. Fin da piccolo aveva un talento speciale nel fare amicizia.

Ce ne fossero di persone come lui! Una persona adorabile, davvero. Quando gli amici gli chiedevano una mano, lui non si tirava mai indietro. Più di una volta, ad esempio, alcuni di questi gli dicevano: “Marcello,  nella azienda in cui ti abbiamo appena fatto assumere, la Inim, potresti riciclare il denaro sporco proveniente dai nostri illeciti?” E, Marcello era lì, pronto ad aiutare. “Marce’, stavamo pensando di creare un’associazione no profit, pensavamo di chiamarla Cosa Nostra. Visto che conosci tante persone importanti, ci daresti una mano ad allargarci?”. O ancora: “Senti, abbiamo qualche piccolo battibecco con lo Stato, riusciresti a farlo ragionare?” “Nessun problema”, rispondeva Marcello.

È fatto così, un brav’uomo. Anche per questo i suoi amici gli volevano bene. Fantastica quella festa di compleanno  per i 41 anni di Antonino Calderone, boss catanese! Meraviglioso il matrimonio di Jimmy Fauci del 1977 (svoltosi a Londra perché lo sposo aveva qualche traffico fra Gran Bretagna, Canada e Italia). Appena Marcellino dava una mano ai suoi compari, questi si facevano in quattro per ricambiare il favore. Pensate che una volta chiese al suo amico Vincenzo Virga se potesse andare lui a prendere una somma che gli spettava dal senatore Garraffa, nel ’92, e Vincenzo, senza farselo dire due volte, andò lì col suo caro piede di porco, a riscuotere.

Ma di grandi amici, ne ha avuti due, anzi uno, perché l’altro non era solo un amico per lui, era un eroe. Stiamo parlando di Vittorio Mangano, conosciuto verso la fine degli anni ‘60. Marcello aveva una sorta di venerazione nei suoi confronti. Beh, d’altronde, come biasimarlo. Mangano era la classica persona di cui ti innamori subito, un santo: procedimenti penali per truffa, ricettazione, lesioni volontarie, estorsione, traffico di droga, qualche omicidio. Chi non lo considererebbe un eroe? Di certo non Silvio Berlusconi, l’altro grande amico di Marcello. Da quando si sono conosciuti all’università non si sono più separati. Hanno lavorato insieme alla Edilnord, in Publitalia, alla Fininvest e hanno anche fondato insieme un partito, Forza Italia, così a tempo perso.  Collaboravano sempre a stretto contatto. Mentre Berlusconi cenava con Clinton,  Marcello interloquiva con Provenzano, sempre nel comune interesse della crescita del Paese.

Ma allora, direte voi, come ha fatto Marcello a dividere il proprio tempo tra Berlusconi e Cosa Nostra? Semplice, non lo ha diviso. Mangano sapeva badare molto bene ai cavalli e, guarda caso, Silvio cercava uno stalliere per la sua villa ad Arcore: ancora una volta il nostro figliol prodigo poteva aiutare due amici in una volta sola, e così fece. Per carità, non pensiate ci siano state altre cose in comune tra il Cavaliere e Cosa Nostra, non state ad ascoltare fantomatiche allusioni al riguardo da parte di un certo giudice Borsellino alla TV francese qualche giorno prima di morire. E poi, a chi credereste voi, a questo semplice magistrato (poveri comunisti!) o all’eroe Mangano?

Un’altra cosa, non storcete la bocca perché è stato un politico. A lui della politica non fregava proprio niente (Io sono politico per legittima difesa. A me delle politica non frega niente. Mi difendo con la politica, sono costretto. Mi candidai nel 1996 per proteggermi. Infatti subito dopo mi arrivò il mandato di arresto […] Mi difendo anche fuori, ma non sono mica cretino. Quelli mi arrestano!).

Ecco, questo è un breve profilo del nostro amato Marcello Dell’Utri. Riservatemi qualche riga per un appello direttamente a lui. Marcello, perché sei scappato? Perché sei andato fino a Beirut? Noi qui ti vogliamo bene. Ti aspettiamo preoccupati, sei come il figliol prodigo della Bibbia per noi. Sì okay, non ti abbiamo preparato il vitello grasso, ma è già pronta una bella stanzetta già arredata di 4 metri per 4, una finestrella da dove entra l’aria e il servizio in camera. Si sta un po’ al fresco, è vero, ma la compagnia è buona, ti ricorderai dei tuoi vecchi amici. Ah, dimenticavo: tutto a spese nostre, tranquillo.

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