La destra che non c’è

Quando, all’alba del XX secolo, il pittore iniziò a dipingere il quadro politico mondiale, scelse di adoperare principalmente due colori: il rosso, forte come il sangue, e il nero, scuro come il buio più profondo, ben tenendo in mente che nessuno dei due poteva mescolarsi con l’altro. Il risultato, ebbe modo di notare, fu un pasticcio. La differenza tra i due colori era troppo evidente e il contrasto ebbe un effetto disastroso, perforando la tela e rovinando per sempre la sua carriera. Non ci si dimentica tanto facilmente dei propri errori, e, per rimediare, decise di creare un colore nuovo, che attenuasse alla perfezione il rosso e il nero. Le nuove tinte diedero ai successivi quadri un aspetto diverso, migliore, rendendoli piacevoli da osservare, e semplici da ammirare.

Scendendo nella Terra potremmo dire che dalla destra storica (nero) sono nate ad esempio la destra liberale e quella conservatrice, e dalla sinistra storica (rosso) sono nate tra le tante la sinistra radicale e quella socialista. Ma il tema sul quale voglio soffermarmi è la destra, e una sua sperata trasformazione in una tonalità più leggera ancora purtroppo non realizzata.

La nuova destra, se si può così chiamare, dovrebbe essere una destra che non fondi il suo “essere di destra” nel conservatorismo. Essere conservatori oggi, nel 2014, è sinonimo di essere un po’ fuori tempo, ignari di come funziona il mondo. L’errore della destra, a mio modesto parere, è stato però quello di sposare incondizionatamente il cattolicesimo ponendo tutti i suoi valori come scopo, cercando di creare però una società che più che a un Paradiso sarebbe associabile a un Inferno.

Si potrebbe obiettare dicendo che la destra è nata conservatrice, in contrapposizione a una sinistra rivoluzionaria e amante della libertà (e non si avrebbe nemmeno tanto torto), ma la politica non è un organismo morto, non è nata secoli fa e costretta a rimanere tale, ma è sostenuta da uomini e pertanto il suo destino è accoppiato al cambiamento e alla modernizzazioneLa condivisione di idee quali l’eutanasia, la liberalizzazione delle droghe leggere, il matrimonio omosessuale e la liberalizzazione della prostituzione non andrebbero a danneggiare le fondamenta di una destra che si rende conto di non essere più nel 1921, ma in un mondo in cui la Scienza e l’Umanità hanno illuminato nuove verità e buttato nel dimenticatoio convinzioni nate puramente dall’ignoranza e dall’odio.

Questa destra utopica riuscirebbe comunque a mantenersi ben separata dalla sinistra, nonostante quanto scritto sopra possa far sembrare diversamente. Si potrebbe immaginare infatti che uno di destra favorevole ai diritti LGBT e a altri temi da sempre portati avanti dalla sinistra sia un pochettino confuso, sarebbe come vedere un coccodrillo in una mensa per vegani, ma la diversità tra questa destra e la sinistra sta nell’economia, in quanto non modificherebbe il capitalismo odierno, dato che capirebbe che una nazione come la nostra, e quindi con la nostra capacità di creare, con la nostra indiscussa inventiva, potrebbe (se opportunamente spronata) essere ai posti di comando in questo veloce treno che è l’Europa.

La ricetta di questa destra è molto semplice, e prevede l’utilizzo di soli tre ingredienti: MeritocraziaPari Opportunità e Diversità (non di razza attenzione, ma di “Genio”). Il risultato è un’ Italia governata da persone con cognomi più diversi e soprattutto meno imparentati, ma anche un’Italia che non toglie privilegi a nessuno e pianta il suo “albero della ricchezza” (culturale e economica in generale) nella diversità degli italiani.

L’Italia sarebbe un campo di prova perfetto per questo nuovo modo di vedere la destra, che si allontana da quella di Rauti e Almirante che camminavano con la testa rivolta indietro, verso un Mussolini che li vedeva (sottosopra) andare a sbattere, senza che se ne accorgessero, verso un muro creato dal loro a tratti irrazionale e religioso conservatorismoIl fatto che si parli di “fuga di cervelli” è sinonimo di “presenza di cervelli”, per la maggior incompresi da una sinistra avversa agli imprenditori, e una destra che, ancora nel 2014, se non vede soldi non porta nessuno in alto.

Dal mondo dei sogni torniamo però alla cruda realtà: se continuiamo a vivere con una destra che “sfoggia” menti come quella di Alfano, di Giovanardi o di Fiore (leader di Forza Nuova) il nostro presente non sarà mai un presente europeo, e figuriamoci se potrà essere un presente mondiale. Viviamo infatti nel passatocon ideologie e convinzioni del passato, come se l’Italia fosse una nave che con la sua ancora rimane al porto, osservando altre imbarcazioni navigare libere e felici in un sereno e prospero mare.

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