EXPOpuli, vox rei: scandali made in Italy

Ci siamo superati! Da non crederci, ma ce l’abbiamo fatta. Due in un solo giorno. Scajola ed Expo, grazie. Grazie davvero. Non ne potevamo più di sentir parlare di Renzi, Juve, elezioni europee. Da qualche giorno mancava qualcosa. Qualcosa di abituale, una tradizione. Non se ne poteva più di aprire il giornale e trovare notizie diverse (diciamo…) dal solito. Ma grazie a voi, Scajola e imprenditori dell’Expo, siamo tornati alla normalità. Una boccata di ossigeno indispensabile: è tornato uno scandalo. Anzi no, due scandali.

Lasciamo stare Scajola. Ha già avuto troppo spazio. Un povero bugiardo impostore non ne merita altro.

Parliamo invece di Expo. Una grande occasione per l’Italia e per Milano, la capitale finanziaria ed economica del Paese. Che onore ospitare l’Esposizione Universale qui. I riflettori di tutto il mondo saranno puntati su di noi per metà 2015! Non dobbiamo lasciarci scappare questa occasione per riprenderci quel posto che ci spetta tra i Grandi del Pianeta. “Per far sì che ciò succeda, dovremmo imprimere alla manifestazione un’impronta italiana”, avranno pensato gli organizzatori. Oggi è arrivata la grande notizia, la buona novella. L’impronta italiana adesso c’è: il nuovo scandalo di Paris, Greganti & Frigerio. Come lo chiamiamo questo nuovo meraviglioso frutto della classe dirigente e imprenditoriale italiana? Nuova Tangentopoli? Expopoli? Naaah, meglio di no, troppo difficile, poco altisonante. Accidenti, dobbiamo sbrigarci a scegliere un buon nome. Deve arrivare dappertutto. Tutti devono sapere che abbiamo posto il sigillo a garanzia che l’Expo è stato organizzato dall’Italia. Magari ripensando a ciò che è successo ci viene in mente qualcosa. Facciamo un po’ d’ordine.

Il 31 marzo 2008 Milano viene a conoscenza di essere stata scelta tra le candidate per ospitare l’Esposizione. A quel punto doveva essere scelto il tema e lo slogan. Qui in effetti un po’ di indecisione c’è stata. Pare che Paris & Co. avessero fatto pressioni per usare direttamente Nutrire Enrico Maltauro (imprenditore, arrestato per aver vinto un appalto di 67 milioni per l’Expo grazie alle tangenti di 600 mila euro cadauno destinate ai nostri compari). Ma a molti non sembrava giusto citare solo Maltauro senza nominare gli altri loro amici, illegittimi vincitori degli appalti minori. Alla fine si è scelto Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, così, per non scontentare nessuno.

Facciamo chiarezza anche sui protagonisti della lieta vicenda. Angelo Paris, tra i più importanti manager di Expo 2015, dirigente della Divisione Costruzioni e Smantellamento dell’Esposizione: ha favorito le imprese collegate alla cupola (così viene chiamata nell’inchiesta della Procura di Milano) che controllava gli appalti, di cui era componente. Primo Greganti e Gianstefano Frigerio, vecchie glorie italiane (fattisi le ossa con la Tangentopoli originale e di nuovo in campo per riportare in alto il nome del Belpaese), erano stavolta dietro le quinte, a gestire la situazione dall’alto della loro esperienza. Insieme ad altri attori non protagonisti, ecco il colpo di classe: Luigi Grillo, ex deputato del Pdl, che porta la fantasia e la creatività degli scandali che solo chi ha seduto accanto a Scajola in Parlamento può avere. In mezzo alle performances di questi attori più o meno esperti, il copione presenta anche cameo di grandi star: nella vicenda vengono citati Gianni Letta, Previti, Maroni, Bersani e, ovviamente, l’Onnipresente Silvio Berlusconi. Tutti gli elementi perfetti per un ottimo e riuscito scandalo all’italiana!

Che amarezza. Torniamo seri: caso Shalabayeva, Belsito, Belfiore, scandalo alla Regione Veneta, Vallettopoli, Calciopoli, Rubygate, Terre dei Fuochi, Ilva, MontePaschi, P3. Solo alcuni degli scandali degli ultimi anni, pescando a caso nella memoria. Ci meritiamo davvero questo? Saremo destinati a rimanere il primo Paese per corruzione? Meritiamo di restare impelagati nella melma in cui ci hanno portato? No, non lo meritiamo. Come fare per evitarlo? Una soluzione c’è? Sì. È una soluzione abusata, stuprata da tutti e tacciata di populismo e di renzismo. Ma credo sia l’unica speranza. Le generazioni di dirigenti nati prima degli anni ’70-’80 hanno fallito. Anzi peggio, hanno pesantemente danneggiato questo Paese. È  l’ora dei giovani (è antipatico da scrivere e da leggere, ma è così). Abbiamo sogni e leggende personali. E abbiamo bisogno di vederle compiute. Dobbiamo cercare di ripudiare l’egoismo e l’interesse personale. Dobbiamo perseguire il servizio e il bene comune. Andate via e lasciate spazio a noi. Avete fallito e ci avete danneggiato. Andatevene. Fuori dai coglioni, tocca a noi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...