Alla fine vincono sempre gli stessi

Quand’ero bambino ci facevo poca attenzione. Poi sono diventato un ragazzino, e ho cominciato a notarlo sentendo i discorsi dei grandi. Ora, da ragazzo maturo, mi rendo conto che le cose non cambiano mai. Passa il tempo, cambiano i nomi e le facce, ma in ogni elezione, vince sempre. A volte qualche punto percentuale in meno, a volte qualcuno in più. Eppure è sempre lì, al primo posto. Nessuno si preoccupa del fatto che uno schieramento con così tanti voti che provengono da gente di una tale categoria possa portare solo danno al Paese. Già alle elezioni nazionali era stata una bella batosta, ma ora, dopo il risultato delle Europee, il risultato è ancora più disastroso. Ho paura e quasi vergogna a vivere in un paese dove uno schieramento del genere prende una maggioranza così ampia. E continua da anni! È un cancro per il paese, non c’è dubbio. Non esiterei a dire che è la radice di quasi tutti i mali politici. Ad ogni elezione, a ogni tornata elettorale è sempre lì, pronto a convincere le menti più dubbiose a schierarsi dalla sua parte. E spesso riceve così tanti consensi per abitudine, perché è semplice, perché va a proprio vantaggio. Italiani, ma davvero non vi siete stancati che a vincere siano sempre gli stessi? Sempre lo stesso schieramento da decenni! E ancora lì, con quella maggioranza insormontabile.

In queste elezioni europee del 2014 ha preso il 42% circa. Ma vi pare possibile? Ha preso più del partito governativo.

D’altronde, se lo schieramento più forte in Italia è da anni l’astensionismo, forse sarà perché ce lo meritiamo. Ogni elezione milioni di schede rimangono immacolate, in attesa che il loro proprietario vada a compilarle. Eppure no, tantissime persone un po’ per noia un po’ per scetticismo si rifiutano.

Se non fosse per il fatto che siamo in democrazia, e il voto è l’anima della democrazia. Lasciamo da parte le grandi massime dei filosofi come “Se votare facesse la differenza non ce lo lascerebbero fare” o “Le elezioni corrispondono alle pecore che scelgono il pastore”. Chiunque si ritenga una persona democratica sa che il voto è il momento fondamentale di ogni sistema politico che si rispetti. Immaginate che nel votare un’importante legge o mozione metà del Parlamento decidesse di alzarsi e andarsene, e continuare a fare così per giorni e giorni. A chi non darebbe fastidio? La differenza con noi comuni cittadini è che oltre a essere un dovere, votare è un diritto. E i diritti i nostri predecessori li hanno conquistati con il sangue e il sudore. Mi sembrerebbe per lo meno irrispettoso nei loro confronti rimanere al bar o sul divano al momento di compiere le nostre scelte.

Il non voto equivale a un “scegliete voi per me”. Il fatto curioso è che spesso molti di quelli che si rifiutano di votare sono i primi a criticare secondo la saggia massima del “Piove, governo ladro”. Ma non s’impegnano in politica, non fondano movimenti, non fanno informazione. Cos’è se non misera critica sterile?

Dante fu misericordioso, e collocò gli ignavi nell’Antinferno. Per coloro che scelgono di non scegliere, coloro che accettano ciò che viene imposto dall’alto e che boicottano la propria libertà conquistata da altri per loro con immensi sacrifici, io li avrei volentieri buttati qualche girone più in basso. Ma, per fortuna o purtroppo, la Divina Commedia l’ha scritta lui, io mi limito a questo articolo.

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2 pensieri su “Alla fine vincono sempre gli stessi

  1. Armando Contarino ha detto:

    Spesso e volentieri vorrei che la mia decisione di andarmene definitivamente dall'Italia fosse soltanto una follia del momento.
    Ma poi mi rendo conto che tutto il paese è fondato e basato su un sistema marcio.
    Quello che vedo, oltre all'astensionismo, è la forte divisione tra quello di cui parlano i politici, e quello che poi in realtà succede.
    Proclami, belle parole, tutte messe lì ad abbindolare il primo ignorantone di turno che ha, da tempo, il cervello col celofan attorno.
    Non mi meraviglio affatto del risultato, e purtroppo spesso e volentieri mi illudo che possa cambiare in qualcosa di diverso, ma puntualmente la delusione arriva e affonda peggio di prima.

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  2. ParlaMente ha detto:

    La forza ( e forse anche il dovere ) di noi Italiani deve stare proprio in questo. Nel combattere questo sistema. Creare da noi qualcosa di nuovo e puro, con lo scopo di puntare prima alla testa degli Italiani, e poi alla loro mano che mette una croce sulla scheda elettorale. Tutto questo in piena e assoluta libertà e correttezza.

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