ONU: Organizzazione Non Utile

Se ne avessimo parlato qualche secolo fa probabilmente ci saremmo fatti tutti delle gran belle risate. Ma tra qualche secolo fa e adesso ci sono stati in mezzo milioni di morti, di follie, di sfruttamenti e di degradazioni. E’ “grazie” a questi tragici eventi che oggi siamo in grado di parlare di un’organizzazione politica mondiale: l’ONU. Questa fantastica invenzione della società umana trova le sue radici in un politico statunitense, il presidente Wilson, che stilò i quattordici punti che avrebbero costituito la Società della Nazioni, ovvero il prototipo delle attuali Nazioni Unite. I principi cardine e gli obiettivi erano gli stessi di adesso: garantire la pace, risolvere le controversie internazionali, promuovere lo sviluppo dei paesi più arretrati, portare l’alfabetizzazione, la salute e il diritto in tutto il mondo. E sulla Società delle Nazioni vorrei chiudere qui, considerando che la sua utilità e i suoi buoni propositi non durarono un ventennio perché la Seconda Guerra mondiale spazzò via qualsiasi proposito pacifista.

Ma proprio per non ripetere più l’errore di un tale umaniticidio, il 24 ottobre 1945 a San Francisco, 51 stati decisero di creare un organismo sovranazionale che potesse garantire la pace: l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Nel corso del dopoguerra e per tutto il resto del secolo sempre più stati aderirono all’ONU, fino a raggiungere il numero di 193 Stati appartenenti. Soltanto 11 Stati in tutto il mondo non ne fanno parte. E fino a qui un povero marziano che non ha mai vissuto sulla Terra direbbe che la pace è sempre garantita, perché protetta dal mondo intero. E invece no. Ogni giorno i conflitti in tutto il mondo ( l’esempio più caldo e tragico è quello della questione israelo-palestinese ) ci dimostrano che l’ONU non fa il suo dovere. La questione che si può porre è: con quale diritto l’ONU occupa militarmente e risolve a modo suo le controversie fra due paesi? La risposta la trovo molto semplice: o è così, o è guerra.

E’ chiaro che quando due Stati non sono in grado di risolvere le loro questioni in modo pacifico, civile e democratico c’è la necessità di un intervento super-partes che risolva i conflitti. E la legittimità a questo organismo gli viene conferita dal fatto che essa rappresenta quasi tutti gli Stati del mondo. Spiace molto se il Vaticano o Taiwan, con la loro grande rilevanza politica, non possano avere voce in capitolo, ma ci sono i rappresentanti di 6 miliardi di persone che prendono decisioni collegialmente.

Allora si torna alla questione principale: perché se l’ONU è un’organizzazione così potente, così estesa e così legittimata, appena apriamo il giornale leggiamo di guerre in tutte il mondo? Semplicemente perché questa organizzazione non è esattamente democratica.

I suoi organi principali sono due: l’Assemblea Generale, alla quale partecipano tutti gli Stati membri con diritto a un solo voto, e il Consiglio di Sicurezza, l’organismo che dovrebbe risolvere le controversie internazionali. Il punto cruciale e, a mio avviso, il punto di debolezza dell’ONU è proprio la strutturazione del Consiglio di Sicurezza. Esso è composto da 15 Stati membri, eletti a rotazione dall’Assemblea Generale, eccezion fatta per 5 Stati membri che sono permanenti. Essi sono i vincitori della Seconda Guerra Mondiale: Stati Uniti d’America, Russia ( prima URSS ), Cina, Francia, Regno Unito. La caratteristica di questi stati è che hanno un potere fondamentale che è quello del diritto di veto. Essi possono cioè senza restrizione alcuna respingere qualsiasi risoluzione. Ciò significa che se il 99% degli Stati del mondo è favorevole a un intervento armato per risolvere un conflitto, un singolo Stato che dietro abbia interessi economici affinché la guerra proceda ( ogni riferimento a continenti scoperti nel 1492 è puramente casuale ) può opporsi e bloccare quell’intervento. La cosa che a mio parere è più assurda è che questo diritto ad avere questo immenso potere proviene dalla “vittoria” del più grande genocidio della storia dell’umanità. Nella Seconda Guerra mondiale non ci sono stati vincitori, ma un unico sconfitto: l’umanità. Perché allora questi Stati che, vuoi per fortuna, vuoi per abilità militare o tattica, o per congiunture, hanno vinto la guerra possono decidere le sorti del pianeta e con esso di migliaia di persone?

A mio parere la soluzione è l’abolizione del diritto di veto, in quanto ciò causa una discriminazione troppo forte fra gli Stati e spesso immotivata. Prendiamo l’esempio di Germania e Francia. La Germania è il terzo contribuente ai fondi destinati all’ONU, dietro Giappone e Stati Uniti, eppure non ha alcun potere particolare. La Francia invece è il quinto, eppure ha un potere immenso se paragonato alla Germania. Perché? Solo perché 80 anni fa i tedeschi furono guidati da un folle imperialista sanguinario e i Francesi no? Non è forse questo un marchio che si impone a vita a una Nazione?

Solo nel momento in cui l’ONU sarà libera dagli interessi dei singoli Stati potrà funzionare veramente come garante della pace, e chissà, in futuro, come un possibile nucleo per la formazione di un governo mondiale. Oppure, nella più desolante delle visioni, continueremo ciclicamente a sentire di conflitti in tutto il mondo. Guardiamo però il lato positivo: ogni quattro anni ci sono i mondiali, ci sarà tempo per altre questioni.

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