Quello strano vizietto della Madonna

Nel Sud Italia la religione ha spesso connotati scaramantici. È piena di rituali, cerimonie, tradizioni. Esempio eclatante di come viene vissuta la fede sono le manifestazioni per il Santo Patrono: spettacolari, simboliche, spesso con effetti scenici sorprendenti. Insomma, un’attrazione per i turisti e un motivo d’orgoglio per i residenti. San Gennaro, San Nicola, Santa Rosalia e Sant’Agata sono protettori di alcune delle più grandi città italiane. E potremmo noi non omaggiare loro e tutti i colleghi Santi Patroni? Non sia mai! È per questo motivo, per esplicitare l’amore e la devozione viscerale che unisce ogni credente al proprio Santo, che ogni anno, da secoli, città, paesi, paesini, villaggi e perfino quartieri organizzano feste e celebrazioni in cui sfilano tutte le grandi istituzioni: sindaci, vescovi, comandanti delle forze dell’ordine, boss mafiosi.

Come? Che ci fanno in questo elenco i boss mafiosi? Beh, non sono anch’essi, nel Sud, grandi istituzioni? “Ma no – direte voi – sei rimasto ancorato ai vecchi stereotipi del Sud Italia mafioso, sei vent’anni indietro”. È vero, probabilmente tanto è cambiato. Le coscienze degli italiani sono adesso fermamente contrarie ad ogni tipo di organizzazione criminale. Eppure, nonostante anni di Antimafia, alcune cerimonie religiose ci gridano contro che la mafia controlla ancora una parte della popolazione del Sud Italia, forse la parte meno istruita e proveniente da zone e paesi ancorati ad una vecchia visione della famiglia e della società. Facciamo alcuni esempi.

Nel 2004 a Crispano, in provincia di Napoli, per sottolineare come la cerimonia fosse dedicata al boss in carcere, venne appesa una sua gigantografia (a colori, mica in bianco e nero). A luglio dello scorso anno fece scalpore l’inchino della statua della Madonna al boss della ‘ndrangheta Mazzagatti, ergastolano, durante la manifestazione che gli abitanti di Oppido Mamertino facevano in suo onore (il “suo” è ambiguo, non si capisce se si riferisca alla Madonna o al boss, fate voi). Qualche settimana dopo la Madonna pare fosse caduta nuovamente nel vizietto dell’inchino in onore di un mafioso: stavolta nel quartiere palermitano di Ballarò, nei confronti del capomafia D’Ambrogio, in carcere con il 41bis a Novara, proprietario dell’agenzia funebre di fronte cui ha sostato la statua. Tra il 1999 e il 2005 la festa di Sant’Agata era puntigliosamente gestita da Cosa Nostra tramite l’associazione cattolica organizzatrice (controllando in toto gli affari, dai fuochi d’artificio alla vendita di palloncini). Parlando sempre di Catania, è di qualche giorno fa la notizia che una candelora (simbolo delle celebrazioni agatine del capoluogo etneo) abbia fatto tappa davanti la casa di un certo Massimiliano Salvo, agli arresti domiciliari e figlio e nipote di due importanti esponenti mafiosi della città.

Sono tre le cose che questi accadimenti fanno capire. Innanzitutto, l’unica differenza che vedo tra una festa per il Santo Patrono e una violenta partita allo stadio è l’apporto di turisti che la prima può portare, unico motivo per cui si potrebbe pensare di mantenere queste insignificanti e vergognose cerimonie.

In secondo luogo, è terrificante come i cittadini che hanno partecipato a queste manifestazioni, non abbiano mosso un dito o non si siano opposte all’omaggio nei confronti del boss. Chi non lo ha fatto, evidentemente, è mafioso tanto quanto chi ha deciso di fare l’inchino (con buona pace degli abitanti di Oppido che se la presero, offesi, con il giornalista del Fatto).

L’ultima cosa è rivolta agli uomini e alle donne di fede, gli stessi che trovi in chiesa ogni domenica e in prima fila nelle feste per il Santo Patrono. È rivolta ai laici e agli ecclesiastici indistintamente, e agli stessi porporati, la cui voce è stata troppo debole contro questi fatti. Voi, signori di Chiesa, voi che vi indignate tanto per le frequenti bestemmie dei ragazzini, perché state zitti e inerti quando una Madonna si inchina ad un capomafia? La Madonna, la sposa di Dio e la madre di Gesù, rende onore alla Mafia, le si genuflette innanzi. Cos’è questa, se non la più spaventosa delle bestemmie?

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3 pensieri su “Quello strano vizietto della Madonna

  1. Dario ha detto:

    “Sono tre le cose che questi accadimenti fanno capire. Innanzitutto, l’unica differenza che vedo tra una festa per il Santo Patrono e una violenta partita allo stadio è l’apporto di turisti che la prima può portare, unico motivo per cui si potrebbe pensare di mantenere queste insignificanti e vergognose cerimonie”. Ovviamente si ci sta riferendo a quei casi in cui vengono usati i simulacri dei santi per omaggiare dei delinquenti ma cmq la forma andrebbe rivista perché gli aggettivi “insignificante” e “vergognosa” sembrerebbero estendersi ad una qualsiasi cerimonia.

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    • fumere ha detto:

      Ritengo che la forma sia corretta perché mi riferivo a gran parte delle cerimonie in onore dei santi patroni. Le considero insignificanti del punto di vista religioso, non rappresentando, a mio parere, una forma di preghiera. E le considero vergognose per i fatti che cito nell’articolo. Come avevo specificato, per me sono solo rappresentazioni folcloristiche, e come tali devono essere tratate e salvaguardate.

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      • Dario ha detto:

        Grazie per la risposta, liberi di pensarla come si vuole sul contenuto più o meno spirituale delle cerimonie ma, ovviamente, qualsiasi manifestazione di ossequio nei confronti della mafia va condannato.

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