Unione Europea: non pervenuta

Come spieghereste ad un bambino di dodici anni il concetto di Unione Europea? Quali parole utilizzereste con un vostro figlio o fratello minore, che magari si approccia per la prima volta a nozioni di educazione civica o geografia politica, per spiegare in linea generale l’Unione Europea?

Direste probabilmente che questa si tratta di un’unione sovranazionale di  carattere politico ed economico di stati sovrani, nata con l’obiettivo comune di perseguire la pace ed il benessere di chi vi risiede. Vi rendereste conto che la vostra definizione non si distacca molto da una tecnicamente enciclopedica. Eppure sarebbe la realtà dei fatti a farvi cadere in contraddizione dinanzi al vostro attento interlocutore.

Esaminiamo da vicino una delle problematiche che attanaglia l’Europa da mesi: la crisi ucraino-russa. Sembra che finalmente, dopo mesi di guerra civile combattuta in Ucraina che ha macchiato di sangue le regioni di  Donetsk, Kharkiv e Lugansk, si sia raggiunta un’intesa tra Petro Poroshenko e Vladimir Putin, tramite la mediazione di François Hollande e Angela Merkel. Nessuna traccia di rappresentanti dell’Unione Europea, nonostante questa si sia dotata di un’apposita istituzione che la rappresenti nelle opportune sedi diplomatiche, nota come Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nella persona di Federica Mogherini, ex titolare della Farnesina del governo Renzi.

Negli ultimi giorni, inoltre, abbiamo assistito all’ennesima tragedia del mare. Circa trecento migranti partiti dalle coste libiche alla volta della Sicilia, hanno trovato la morte a causa delle temperature rigide di questi ultimi giorni. L’ennesima mattanza dovuta ad una pessima gestione del fenomeno migratorio, tanto da costringere Amnesty International a un richiamo formale nei confronti dell’Unione Europea, che evidentemente considera la faccenda esclusivamente di interesse italiano.

Problematica, quella migratoria, che affonda le sue profonde radici in quella destabilizzazione del Maghreb –  in particolare della Libia di Gheddafi – e della Siria di Assad, raggiunta in seguito all’ondata rivoluzionaria definita Primavera Araba che, corre voce, potrebbe essere stata propiziata da alcuni servizi segreti occidentali (vedi i rapporti tra ISIS e USA in Siria).

Da un punto di vista economico, è ormai evidente che l’Unione Europea viaggi a due velocità: da un lato la Germania, che ha arrestato solo nell’ultimo periodo le sue percentuali di crescita; dall’altra gran parte dell’eurozona che, secondo alcuni indicatori, da poco ha arrestato la sua profonda recessione. Per quanto tempo ancora questa fantomatica unione continuerà ad usufruire delle quote di sovranità monetaria cedute dai vari stati senza però attivare politiche fiscali comuni? In che modo si potrà portare avanti una politica monetaria condivisa senza però condividere una comune politica fiscale?

Insomma, questa Unione Europea è figlia di mezzi compromessi, una sorta di modello ibrido che soddisfa ben pochi, sia a sinistra che a destra, sia chi proviene da una tradizione legata all’eurocomunismo di berlingueriana memoria, sia chi proviene da una tradizione legata alla concezione dell’Europa-Nazione di rautiana memoria. Sembra essere un soggetto di fatto irrilevante sullo scenario internazionale, di scarso rilievo politico.

Ci dicono che siamo al centro di un processo in continuo divenire, che quest’Unione Europea si sta trasformando in qualcosa di ben più concreto, considerato che fino al 1945 queste stesse nazioni combattevano il più terribile conflitto bellico che il genere umano abbia mai vissuto. Nel 2012, ovvero a distanza di appena 67 anni, l’Unione Europea ha ottenuto il premio Nobel per aver contribuito al mantenimento della pace e allo sviluppo dei diritti civili in tutta l’Europa. È in virtù di questo prestigioso riconoscimento che l’Unione Europea deve fare di più, per divenire davvero sempre più unione dei popoli, anche per quelle nazioni che dell’unione non fanno parte, anche per quelle nazioni che proprio dell’Europa non fanno parte.

Mi dispiace per i sostenitori del canale umanitario, ma questo non è sufficiente ad arginare il problema, non offre una soluzione strutturale alla questione terroristica. Non si devono assolutamente abbandonare quelle terre al predominio dei criminali jihadisti. Bisogna assolutamente intervenire in loco per restituire serenità a quei popoli sotto attacco. È un obbligo morale di cui la Comunità Internazionale deve farsi carico, in primis l’Unione Europea.

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2 pensieri su “Unione Europea: non pervenuta

  1. fausto ha detto:

    Per il resto non so, ma per la questione Ucraina non mi meraviglia l’assenza della Mogherini. E’ stata una avversatrice della prima ora delle avventure golpiste, e ne aveva ben ragione; ne risultò una nomina ad ostacoli che mai s’era vista.

    Quando le cose nell’est hanno preso a precipitare, è stato necessario mandare qualcuno a negoziare la resa. Immagino già che razza di risposte siano volate tra gli alti papaveri a Bruxelles: roba del tipo “vi piacevano tanto i golpe e i bombardamenti? Andateci voi”. Magari sbaglio, ma mi resta questo dannato sospetto….

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  2. Marco ha detto:

    Reputo comunque deleterio il fatto che l’UE si doti di un rappresentante che curi i suoi interessi in ambito diplomatico e che questi invece conti poco più di zero, in considerazione del fatto che Federica Mogherini rappresenta le istanze dell’Unione, non quelle sue personali.

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