Odi et amo: la mia generazione

Io odio la mia generazione, perché in prima ora tutti rivoluzionari, in seconda tutti al bar.
Io odio la mia generazione, perché l’anticonformismo è moda.
Io odio la mia generazione, perché va di moda essere controcorrente.
Io odio la mia generazione, perché “i politici sono tutti ladri”.
Io odio la mia generazione, perché la tivù è commerciale, la musica è commerciale, la letteratura è commerciale, il pensiero è commerciale.
Io odio la mia generazione perché a votare non ci va, ma si lamenta dei politici che vengono eletti.
Io odio la mia generazione, perché il massimo del coraggio è un post su Facebook.
Io odio la mia generazione, perché “ma Renzi è Presidente della Repubblica, vero?”.
Io odio la mia generazione, perché “intanto Berlusconi ancora alla sua età…”.

Io odio la mia generazione, perché “chat, cool, band, glamour, follow, share, like”… ma l’italiano?
Io odio la mia generazione, perché veloce nella protesta, lenta nella proposta.
Io odio la mia generazione, perché “tanto è tutto inutile”.
Io odio la mia generazione, perché su Facebook si condivide tutto, nella realtà siamo un pugno di egoisti.
Io odio la mia generazione, perché non capisce che l’ignoranza è il cancro della società.
Io odio la mia generazione, perché vuole restare ignorante.
Io odio la mia generazione, perché chiede il futuro a quelli che ce l’hanno rubato.

Io amo la mia generazione, perché non è vero che non abbiamo idee.
Io amo la mia generazione, perché dite che siamo irresponsabili, ma ci date la responsabilità dei vostri errori.
Io amo la mia generazione, perché è costretta a rimboccarsi le maniche.
Io amo la mia generazione, perché noi siamo l’Italia del domani.
Io amo la mia generazione, perché il futuro non dobbiamo pregarlo, ma conquistarlo.
Io amo la mia generazione, perché siamo siciliani, siamo italiani, siamo europei, siamo cittadini del mondo.
Io amo la mia generazione perché non ha paura di andarsene all’estero per trovare lavoro.

Io amo la mia generazione perché quando va all’estero l’Italia diventa improvvisamente il Paese più bello del mondo.
Io amo la mia generazione perché quando va all’estero il cuore lo dimentica sempre a casa.
Io amo la mia generazione, perché le nostre armi non sono i fucili, ma i libri.
Io amo la mia generazione, perché abbiamo una grandissima forza. Lo attraverseremo quel fiume, ce la faremo. Io amo la mia generazione perché mi sono stufato di tutti quelli che lo odiano, la maltrattano, la insultano. Sono stufo di tutti quelli che si lamentano perché volevano nascere negli anni ’60, o negli anni ’70, ma vanno bene anche gli anni ’30 ché tanto ormai la crisi lo sappiamo com’è. Va sempre bene tutto tranne il presente. Che poi, ci scommetto, questa gente sarebbe stata in grado di lamentarsi in qualunque epoca.

Perché lo sapete che c’è? Non ci va mai bene niente. Abbiamo così tanta paura di vivere la nostra epoca che ci rifugiamo nel dorato ricordo di epoche passate e mai vissute. Facile, no? Vivere una vita che non è tua, ascoltare musica che non è tua, ammirare politici che riposano tre metri sottoterra. E non alzare mai un dito. Mai un sussulto di orgoglio, mai una nota personale. Forse è vero che siamo i ragazzi della crisi dei valori. Siamo quelli senza identità e senza punti di riferimento, e allora nascondiamo la testa sottoterra, dove possiamo conversare con quel politico o quell’artista che tanto ci affascina. Adesso basta! Alziamo la testa, guardiamoci intorno, ambientiamoci, prendiamo le misure del luogo che ci ospita.

Siamo vivi! Non è facile distinguere il bene dal male, non pretendiamo di essere bravi a farlo. E allora abbiamo bisogno di consigli. Ci serve una guida con esperienza. Siamo giovani, dinamici, forti e determinati. Ma siamo inesperti. Ci rivolgiamo a chi la sa lunga, a chi ci è già passato, a chi di cose da raccontare ne avrebbe da star qui tutta la notte a discutere. Al mondo dei grandi noi giovani ci rivolgiamo. Per crescere insieme, imparare gli uni dagli altri, condividere idee e rivedere posizioni. Potrete essere il faro che ci indica la strada. E arrivati, stanchi ma felici, ricorderemo per sempre il prezioso aiuto di quei tanti fari silenziosi, luminosissimi, che ci hanno permesso di diventare ciò che siamo, colore che ci hanno permesso di realizzare il nostro sogno. Solo uno è il nostro desiderio, che ci tortura e ci agita e ci sprona a non saziarci mai: un mondo migliore. La libertà.

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