Un messaggio di pace in tempo di guerra

Siamo abituati, se non addirittura educati, sin dalla più tenera età ad avere man mano che cresciamo una considerazione sempre più misera di quello che è il nostro ruolo all’interno delle vicende sociali e quindi anche storiche. Con un graduale ed inesorabile lavoro di anestetizzazione di cui siamo inerti complici, veniamo deresponsabilizzati e depauperati del potere di scelta. Da indomiti guerrieri e straordinari esploratori ci trasformiamo in sadici carcerieri e masochisti schiavi gli uni degli altri.

Se si conducesse oggi un’indagine su come sia possibile risolvere i problemi attuali dell’umanità, prendendo a campione i cittadini del mondo civilizzato, se ne ricaverebbe un generale senso di disfatta e rassegnazione. Eppure esiste un altro lato della medaglia ed è tanto sorprendentemente rivoluzionario quanto inaspettatamente innocuo nella sua essenzialità. Se è vero da un lato che la storia è sempre stata fatta da un manipolo di pochi potenti è altrettanto vero che non tutti i potenti hanno sempre agito contro l’umanità, quanto invece per il suo progresso. Per ogni Hitler e Stalin della storia ci sono sempre stati anche un Gandhi e un Martin Luther King.

Ma oggi vi voglio parlare di una realtà storicamente e geograficamente più vicina, un simbolo di pace e di speranza non conosciuto forse da molti anche se si trova dietro casa. E che dovrebbe essere un esempio da seguire o quantomeno un pretesto di riflessione seria e accurata su quanto effettivamente possiamo fare per migliorare la vita nostra e di tutti.

Consacrata nel 1997 e inaugurata nel 1998 la pagoda della pace di Comiso è l’unica in Italia nel suo genere e la quarta in Europa. Alta 16 metri con un diametro di 15 ha l’aspetto classico dello stupa indiano con la sua forma a cupola rotonda sormontata da un pinnacolo. Costruita interamente con le pietre locali di colore bianco è situata sulla collina di Canicarao, di fronte alla piana di Comiso e all’ex base NATO che ospitava più di 7000 soldati americani e 112 missili nucleari Cruise.

Il custode della pagoda e quello che portò sin dall’inizio avanti i lavori è un simpatico vecchietto di 70 anni circa molto discreto ed accogliente, il reverendo Gyosho Morishita. Passa le sue giornate immerso nella preghiera e ospitando occasionali visitatori, dando rifugio anche ad immigrati quando glielo chiedono, sempre se ovviamente non è impegnato in qualche manifestazione o marcia per la pace come quelle più recenti di Niscemi per lo smantellamento del Muos.

Domenica 1 Maggio ho avuto il piacere di fargli visita con un gruppo di amici, portandogli in dono un vassoio di pasticcini che abbiamo consumato tutti insieme con del buon tè giapponese offertoci per ringraziamento dal simpatico monaco. Cogliendo l’occasione ho approfittato per fargli una breve intervista in 5 domande:

Io: Di dove è originario lei maestro Morishita ?
M (dopo aver recitato per tre volte il sutra del loto Nam Myoho Renge Kyo): Sono nato nell’isola di Kyushu sud del Giappone. E molto presto sono entrato a Kyoto a far parte del gruppo buddista Nipponzan Myohoji.
Io: Come mai è venuto proprio qui in Sicilia dal Giappone ?
M: Nel 1980 dopo la creazione della prima pagoda europea in Inghilterra, abbiamo intrapreso una marcia della pace in tutto il mondo, passando per Inghilterra, Francia, Spagna, Portogallo, Italia, Africa. In seguito sono tornato in Giappone. Quando nell”82 c’è stata la più importante riunione delle Nazioni Unite per il disarmo nucleare, abbiamo alzato la voce e ci siamo concentrati a fare una marcia da New Orleans a New York. Siamo stati anche in Finlandia, Russia, Austria, Cecoslovacchia. In seguito sono tornato qui in Italia, a Comiso, dove c’erano tanti gruppi di manifestazione per la pace e movimenti non violenti tra cui uno in particolare che mi ha aiutato molto: Verde Vigna. Ho deciso di rimanere qui e per quasi 15 anni ho pregato ogni giorno vivendo in campi per la pace situati attorno alla base dei missili Cruise.
Io: Come mai proprio la pagoda come simbolo di pace ?
M: La pagoda è dedicata alla pace come simbolo spirituale. Abbiamo costruito pagode anche ad Hiroshima e Nagasaki. Il pezzo di terreno dove l’abbiamo costruita mi è stato gentilmente regalato dal proprietario di questa collina. La pagoda rappresenta il corpo di Budda e al suo interno vi è un piccolo frammento delle sue ossa.
Io: Maestro qual è l’origine della guerra secondo lei ? Come mai gli umani ancora oggi combattono ?
M: La civiltà moderna è poco spirituale e molto materialista. L’uomo è schiavo del denaro e dei suoi desideri. Le armi recano profitto e coincidono con forti interessi anche dei governi e i conflitti ne sono il risultato. Il buddismo indica l’abbandono delle tentazioni come via per la serenità e la pace e soprattutto predica la non violenza.
Io: L’ultima domanda che le volevo porre per concludere è: quale consiglio si sente di dare alle nuove generazioni, a noi giovani e a tutti quanti si stanno trovando a vivere in questi tempi così delicati?
M: I giovani dovrebbero cercare sempre di fare buone azioni. Gli uomini sono come uno specchio, se siamo arrabbiati gli altri saranno arrabbiati, se noi siamo sereni e sorridiamo anche gli altri saranno sereni, in questo modo costruiamo la pace. Queste sono tutte cose semplici, uccidere invece costa molto e ci vogliono molte cose: armi, tecniche ecc. Non uccidere invece non costa niente, solo decisione.

Per concludere voglio lasciarvi con le parole del reverendo Morishita che potete trovare anche sul sito dedicato alla pagoda: “Noi monaci del movimento Nipponzan Myohoji abbiamo marciato per la pace e costruito Pagode della Pace in diverse nazioni, per risvegliare il desiderio e la volontà dei popoli di lavorare per la pace. Noi consacriamo noi stessi verso questi sforzi anche grazie al profondo impegno del nostro maestro, l’ultimo venerabilissimo Nichidatsu Fujii, deceduto nel 1985 all’età di 101 anni e la cui vita intera fu totalmente dedicata a stabilire la pace nel mondo. […] Tutte le nostre differenze di nazionalità, religione e razza, non hanno importanza se affrontiamo insieme il difficile compito di salvare gli esseri viventi da un destino che sembra malvagio. Crediamo che la costruzione delle Pagode per la Pace sia un modo di cooperare e di unire i popoli, perché le Pagode incarnano lo spirito della nonviolenza. La Pagoda della Pace di Comiso è sorta in un luogo dove negli anni ’80 tanta gente di buona volontà giunse da ogni parte d’Europa per manifestare con la nonviolenza contro la base missilistica nucleare; ora la base militare è stata disarmata ed una bellissima Pagoda della Pace è apparsa in cima ai monti Iblei. La Pagoda è situata in un luogo molto significativo: è al centro del Mediterraneo e a metà strada fra il Sud ed il Nord. Potrà dare luce spirituale e liberarci dall’oscurità del futuro.”

Andrey Vlasov

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...