Il bianco Natale dei benpensanti

Ah, povera informazione. Quante montature ancora dovremo sopportare, prima di capire che le notizie vanno verificate? Inizia sempre così. Un titolo stupido e allarmista, qualche ingenuo che condivide sui social e via, la realtà viene deformata. Il più delle volte, nemmeno a dirlo, in malafede. Adesso, prendiamo una scuola a Rozzano. Istituto Comprensivo Garofani, alunni e alunne di ogni età, un buon numero dei quali di origine straniera. È il 27 novembre e Il Giorno pubblica una notizia: il preside della scuola annulla la festa di Natale e fa rimuovere i crocifissi dalle classi. Niente canti, solo dei festeggiamenti invernali posticipati a metà gennaio. Non sia mai, un tale fervore giacobino nel cuore dell’Italia cattolica e moderata! I giornali fanno della vicenda un caso nazionale: intervengono Renzi, Faraone, importanti giornalisti, Salvini (poteva farsi scappare l’occasione, uno che specula anche sui morti di Parigi?). Dalle Alpi agli Appennini un coro unanime si leva per condannare quel maledetto provocatore, che in nome della laicità e del multiculturalismo ha osato sfidare le Tradizioni. Neppure Catone il Censore era così infervorato a difesa del mos maiorum, i costumi degli antenati.

Ma il povero dirigente scolastico cosa c’entra? In quella scuola i crocifissi non sono mai stati appesi, spiega nella lettera con cui si dimette. E l’orribile boicottaggio del Natale? Il fatto di aver vietato a dei genitori di insegnare canti religiosi ai bambini cristiani, per il principio del suddetto laicismo e per non discriminare i figli dei non credenti. Nient’altro. Tutto si svolgerà regolarmente, dal concerto del 17 dicembre alle altre attività pre-natalizie. Alla faccia degli apocalittici dinosauri che già cominciavano a ribollire. “Il Presepe non si tocca, è il simbolo della nostra identità”, dicono. Ma davvero? E io che credevo la nostra identità figlia delle libertà illuministe, nipote della grande tradizione (quella sì) che pone la persona al centro della società, dall’Umanesimo fino allo spirito della nostra Costituzione! Che illuso!

Dunque torna prepotentemente sulla scena la famiglia, vera ossessione di qualsiasi bigotto. La nostra famiglia “naturale”, minacciata da ogni lato che neanche Hitler dentro il bunker di Berlino. E nemmeno una famiglia qualsiasi, bensì quella Sacra! Ecco, magari il Presepe dovreste renderlo un po’ diverso, nelle vostre case. Magari quella Madonna dovrebbe avere la carnagione più scura, Giuseppe i tratti orientali. Gesù non dovrebbe avere l’aspetto di un bimbo sorridente e pacioccone, come piace immaginarlo a noi benpensanti occidentali, ma quello sciupato e impaurito di chi in Palestina ci vive ancora oggi e muore negli opposti orrori di Netanyahu e Hamas. Magari dovreste aprire la Bibbia, nelle vostre tiepide case riscaldate dai fornelli su cui preparate il cenone, e scoprire che quella vostra adorata Sacra Famiglia scappava dalle persecuzioni di Erode.

Non è molto diverso da chi in questi tempi fugge dai dittatori e dalla fame, sapete. In fondo, come cantava De André, “se non sono gigli son pur sempre figli, vittime di questo mondo”. Ciò che non capirete mai voi, nati con il didietro al caldo e la pancia piena. Voi, che volete l’Italia solo per gli italiani e dovete il vostro benessere alle multinazionali che violentano il Terzo Mondo. Voi, che siete così ubriachi di libertà da vomitarla, chiedendo disciplina e autorità. Voi professionisti dell’armatevi e partite, che parlate di guerra senza sapere cosa sia. Volete la guerra? E sia, andate! Al fronte del Rojava, in prima linea. Se tornerete vivi, sarete in grado di parlare della guerra. Prima di aver fatto tutto questo dovreste solo chiudervi in un silenzio imbarazzato, se vi resta ancora dignità. Ma probabilmente continuerete ancora ad andare in chiesa la domenica, tirati a lucido con i vestiti migliori, a battervi il petto e chiedere a Dio di portare la pace nel mondo. Così vi sarete scrostati un po’ la coscienza e andrete a festeggiare con la tavola imbandita. Non prima però di esservi fermati a sorridere di fronte a quel Gesù bambino bianco e felice, vero specchio della vostra mentalità. La mentalità dell’apparenza e del consumismo.

Samuel Boscarello

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