Medicina: ragazzi, non fermatevi al test d’ingresso

Chi ha un perché abbastanza forte,
può superare qualsiasi come.

Friedrich Nietzsche

Stress psico-fisico e business economico. Ricorsi italiani e fughe verso l’estero. Voti a tutti i santi e invocazioni alla dea fortuna. Nel nostro paese il test d’ingresso alla facoltà di Medicina è sinonimo di tutto questo.

Non molti sanno cosa significhi affrontare un tale esame; nel mio piccolo ne ho prova ogniqualvolta mi reco nelle scuole a svolgere la nostra attività di OrientaMente universitario. Ragazzi ogni anno sempre più scoraggiati e impauriti, privi di una visione chiara e di strumenti validi. Domandano quale sia la carta vincente, cosa sia meglio fare; basta guardare nei loro occhi l’incertezza e la speranza per sperimentarne di nuovo la fragilità. Sempre meno, ultimamente, coloro che chiedono cosa significhi studiare alla facoltà di Medicina, accostarsi alla conoscenza del corpo umano, approcciarsi al paziente, alla sofferenza, alla malattia. Di gran lunga più gettonate, invece, le richieste di verità su certe dicerie: quelle sullo svolgimento poco serio del test, sui risultati falsati, sulle raccomandazioni di ogni sorta.

Di fronte ai tanti studenti, sconfitti in partenza dal comune sentito dire, avviliti dalle presunte impossibilità di riuscire con impegno, si disegna di fronte a me il fallimento di un sistema educativo – e più largamente sociale – che da troppo trae vantaggio nel far credere che solo i figli di, in questa società, riescano. Ebbene, ragazzi miei, sappiate che il denaro non sarà certo mai il carburante per il vostro successo, la banconota per la vostra riuscita, l’immaginazione per i vostri sogni. Quando vi affermano che è impossibile raggiungere con il puro sudore ciò che meritate, sforzatevi di memorizzare bene le linee della fronte aggrottata che vi parla: quelle, tenetele sempre lontane dal vostro volto quando la mattina – già stanchi per lo studio della notte prima – l’acqua dipingerà di nero le vostre occhiaie snervate. Allontanate il vapore della loro sfiducia dallo specchio che vi riflette: siate amanti del sapere, sempre. Siate alleati della conoscenza e appassionati del sacrificio.

È comunque probabile, persa o vinta che sia la partita, che vi diranno che si è trattato solo di caso, di fortuna. Eccola, la parolina magica che consola ogni sconfitta o ridimensiona ogni riuscita: come se sul caso, del resto, la volontà fosse assolutamente indifferente, una leggera carezza che nulla può determinare. Io credo, e so di non essere la sola, che la fortuna sia largamente attratta dalle opere raffinate, dalla dedizione, dalla devozione: non esistono persone più o meno fortunate di altre, esistono persone più o meno audaci di altre. E, come celebre detto vuole, audentes fortuna iuvant. Se percepite profondamente che questa è la vostra strada, saprete interpretare non come segno funesto, piuttosto come sconfitta da cui rialzarsi e ripartire, un eventuale esito negativo. Tutti i grandi amori hanno difficili prove da dover affrontare; è nella forza e nella fiducia che si continua ad investire che risiede la grandezza del proprio sentire.

Purtroppo, e questo è bene che si sappia, una volta intrapreso questo lungo ed angusto percorso non mancheranno le delusioni, le amarezze, le perplessità: vi ritroverete troppo spesso di fronte ad insegnanti che non hanno la benché minima vocazione, in preda a metodiche di insegnamento obsolete e aride, tirocini inutili, lezioni fatiscenti. E qui apprenderete bene che la vita testa, costantemente, la vostra tenacia, il vostro coraggio, il vostro credo. Avrete sempre da ingegnarvi per non soffrire l’inferno dei viventi. Come dico sempre ai ragazzi che ho modo di incontrare, siate spade robuste perché è necessario rinvigorire questo mondo, studiate certi che questa semina darà buoni frutti – mai all’altezza le remunerazioni a fine mese, sempre il sorriso di chi avrete modo di salvare, la pienezza dell’umanità che avrete, come davvero pochi, possibilità di sperimentare.

Tutto questo, nei libri di scienza che consultate, non è palesemente scritto: ma quando è spiegato come, nell’invisibile all’occhio umano, un sistema perfetto lavora, accorgetevi di quanto meravigliosa sia questa magia nascosta, cosa l’uomo di tanto grande e nobile possa realizzare. Allora, tornate sui vostri quiz sentendovi più sicuri, perché voi, a dispetto di altri, del pericolo da superare vedete solo l’opportunità da conquistare.

Alessandra Di Nora

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