The Rising of the Traveller

Primo classificato al concorso letterario Boschetto Express 

per la sezione poesia

con la seguente motivazione della Giuria:

Lo strappo doloroso  dalla propria terra, il caldo e mosso paesaggio insulare che si allontana, l’approdo nel silenzioso, monotono e inodore nord Italia. L’io racconta la fatica della ricerca di un nuovo equilibro in un paesaggio estraneo, a tratti ostile, al quale oppone la persistenza del ricordo e il conforto della visione salvifica del mare. Il verso ora si distende nel tono colloquiale dell’espressione poetica, impreziosito dalla ricca aggettivazione e ritmato dalle frequenti ripetizioni, ora si contrae e si spezza nei numerosi enjambements, coinvolgendo il lettore nel tragitto travagliato e senza sconti che conduce alla costruzione di sé. La forza espressiva cui concorrono lo stile e il linguaggio, che si traduce in immagini di forte impatto emotivo e di raffinata eleganza, caratterizza la poesia.

The Rising of the Traveller

Ho raccolto a pugni stretti i cocci dei piatti frantumati al pavimento,

caduti della guerra per il diritto alla partenza.

Ho visto il sole insulare allontanarsi dall’arida paglia estiva

per far posto ai filari d’alberi identici,

folti capelli delle verdi montagne del nord.

Per alleviare lo strazio del lento distacco, ho scelto di sradicare il dolore con ali meccaniche:

allora il cuore è salito in gola a togliermi il fiato ad ogni decollo.

(Sarà la gravità a rigare il mio volto?)

Ho abituato l’animo al fuso orario dell’armonico delle campane:

nel silenzio della valle, rintoccano prepotenti nel mutismo invernale.

Nel freddo di giugno, il corpo ha accettato l’umidità della gente che corre,

la fretta del commerciante, la solerzia dell’esausto lavoratore instancabile.

Ho disfatto, nelle piogge estive, vecchi ricordi per far posto all’Ora,

per non perdermi nessun lavorìo di sguardi, per non dimenticare volto alcuno.

Ho resistito nell’apnea dell’orizzonte finito degli anelli di picchi innevati

tirando un sospiro alla vista del mare.

Sono rimasta attonita di fronte ai silenzi dei mercati rionali inodore;

ho innalzato la mia preghiera ai morti dei cimiteri orgogliosi.

Ho trovato il tempo per riflettere, e quello per camminare,

per comprendere che ai miei passi se ne affiancavano altri, muti e certi.

Esperienti, segnano il gioioso cammino.

Ho spinto più avanti il mio limes,

in una curva ascendente verso il tuo orizzonte.

E ne ho guardato il tramonto la notte,

quando di nuovo mi ti lasciavo alle spalle.

Ho percorso in avanti un tragitto a ritroso,

nella trepidazione del calore della mia terra,

nel bisogno del vocìo confuso e familiare,

nella necessità dei baccanali benevoli

tra noi,

gente dalle dita nere e i volti infuocati.

E ho viaggiato immobile, nelle parole di ogni camminatore,

nei solchi dei viandanti della vita,

provenienti dal nondove e diretti ad Est.

Francesca Sortino

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...