Le 10 (+1) cose che hanno caratterizzato il 2016

L’anno dei cambiamenti importanti? Forse. L’anno delle previsioni sbagliate? Non proprio. L’anno con cui ci si lascia definitivamente alle spalle il XX secolo? Potrebbe essere. È difficile definire il 2016 con poche parole, anche perché questi dodici mesi sono stati caratterizzati da tanti eventi, molti dei quali parecchio rilevanti. Conscio di ciò, vi propongo, come per il 2015, una carrellata dei fatti che, secondo me, hanno maggiormente contraddistinto l’anno che abbiamo trascorso, facendo una macedonia di grandi e piccoli eventi, a qualsiasi latitudine e senza un particolare ordine.

Gli attacchi terroristici

Sarebbe stato bello lasciare al 2015 il primato di attacchi terroristici nelle varie parti del mondo, ma il 2016 è stato così egoista ed egocentrico da rubare anche questo argomento al suo predecessore. La lista dei centri colpiti è, ahimè, assai lunga e variegata. Nizza, Bruxelles, Istanbul, Orlando, Dacca, Sant-Etienne-du-Rouvray, Ansbach, Berlino sono solo alcune delle città che hanno occupato, nel corso dell’ultimo anno, le prime pagine dei giornali. Meno clamore hanno invece suscitato le vittime di Baghdad, Kabul e Damasco, così tanto offese dalla violenza dell’integralismo islamico da non fare più notizia. In totale, le vittime degli attacchi terroristici dell’ultimo anno hanno superato il migliaio.

L’Italia torna a tremare

A quattro anni dal terremoto in Emilia, il sisma è tornato a scuotere il Belpaese. Il 24 agosto, una scossa di magnitudo 6.1 ha dato il via a una serie infinita di altre scosse che, nei centri di Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto, hanno provocato 299 morti, 388 feriti, migliaia di sfollati e miliardi di euro di danni, molti dei quali relativi ai tanti beni culturali presenti in zona.
A fine ottobre, quando ancora si discuteva sui fondi da destinare alle popolazioni colpite, nuove scosse hanno danneggiato la zona, la più forte delle quali, di 6.5 gradi (la più potente dal 1980), è stata registrata a Norcia, dove è stata distrutta la cattedrale. Una nuova faglia si è aperta nel Centro Italia e più forte era tornata ad alzarsi la voce di chi chiede di mettere in sicurezza, una volta per tutte, l’intero Paese. Il Referendum costituzionale si avvicinava, però, e pian piano queste voci sono state coperte dal frastuono della campagna referendaria.

I morti

Uno dei motivi per cui tanti commentatori hanno definito il 2016 come l’anno che ha segnato il definitivo addio al XX secolo riguarda le numerose persone scomparse in questi mesi: Fidel Castro, Shimon Peres, David Bowie, Muhammad Alì, Leonard Cohen, Umberto Eco, Prince, Dario Fo, Carlo Azeglio Ciampi, Marco Pannella, George Michael e tanti altri. Tutti hanno segnato il Novecento, chi attraverso le proprie battaglie politiche (più o meno pacifiche); chi attraverso le proprie opere (musicali, letterarie e cinematografiche); chi, infine, attraverso le proprie imprese sportive. Il motivo di tutte queste morti? Il baby boom del dopoguerra, periodo nel quale sono nati molti dei protagonisti dello scorso secolo.

Donald Trump

Il Times è passato, in pochi mesi, da copertine denigratorie nei confronti di Trump a quella in cui lo ha eletto “Man of the Year”. Il perché? Lo sapete già. Donald Trump, l’8 novembre 2016, ha battuto Hillary Clinton nella corsa alla Presidenza degli Stati Uniti d’America, sconfessando tutti i pronostici. Inutile dilungarsi su ciò che già tutti conoscono. Piuttosto, vi segnalo qualche record del tycoon. Trump sarà il Presidente più anziano nella storia statunitense, il più ricco di sempre e l’unico a non aver mai ricoperto cariche politiche in precedenza (oltre a essere stato il candidato repubblicano più votato alle primarie). Infine, e questo lo aggiungo io, è probabilmente il primo ad essere stato prima un meme e poi il Presidente. E mi sto trattenendo, a fatica, dal parlare del wrestling e di altre storie trash che lo riguardano.

Il golpe turco

Tanto per non farci mancare nulla, il 2016 ci ha regalato anche un bel giallo. Il 15 luglio, infatti, la Turchia è stata protagonista di un tentativo di colpo di Stato del tutto fallimentare. Nel corso di una notte, le frange golpiste dell’esercito turco sono state completamente sconfitte dalle truppe leali al presidente Erdoğan, che ha subito approfittato dell’occasione per incarcerare giudici e militari e per limitare ulteriormente i diritti dei cittadini turchi. La velocità con cui tutto è accaduto e la tempestività con cui Erdoğan ha stravolto a proprio favore la situazione hanno fatto sorgere più di un dubbio sul tentativo di golpe. È stata tutta una messa in scena del presidente turco o è stato un fallimento bello e buono? Ai posteri l’ardua sentenza.

Brexit, il Regno Unito esce dall’UE

Quello che sta per concludersi è stato anche l’anno dei neologismi, da “petaloso” al “webete” mentaniano, e gli inventori, spesso, sono stati i giornalisti. Particolarmente utile per la stampa è stato il suffisso “exit”, utilizzato per riferirsi alla Brexit e al relativo referendum, che, il 23 giugno, ha tenuto impegnati i cittadini del Regno Unito, chiamati a decidere riguardo alla permanenza del loro Paese nell’Unione Europea. Ha vinto il Leave – considerato sfavorito dai pronostici – con il 51,9% delle preferenze. Le conseguenze? Sono iniziate le trattative, piuttosto complesse a livello politico, per l’uscita del Regno Unito dall’UE; il premier Cameron si è dimesso come da promesse, lasciando il posto a Theresa May; Scozia ed Irlanda del Nord, prevalentemente schierati per il Remain, hanno acutizzato le difficoltà di coabitazione con le altre nazioni del Regno.

Un anno in campagna elettorale: il Referendum costituzionale

Cameron non è stato l’unico leader europeo a dimettersi in seguito a una consultazione referendaria. A fargli compagnia, non piacevolmente, c’è il nostro Matteo Renzi, dimessosi dopo una campagna infinita e sfiancante. Al centro del voto, lo sapete, c’era la Riforma costituzionale voluta dal governo, che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto superare il bicameralismo perfetto, stravolgere la composizione dell’attuale Senato e ridurre i costi della politica. Le bufale e i toni esagerati che hanno caratterizzato, con poche distinzioni, il fronte del sì e quello del no hanno troppo spesso coperto le voci di chi tentava di fare chiarezza sul testo della riforma, ma non hanno impedito che un’elevata percentuale di italiani andasse ai seggi (circa il 65%). La riforma è stata bocciata dal 59% dei votanti e, dopo la crisi di governo causata dalle dimissioni di Renzi, Mattarella ha incaricato Paolo Gentiloni di formare il nuovo esecutivo. Quanto durerà il nuovo governo? Ce lo dirà il 2017, anche se molto dipenderà dalla velocità con cui il Parlamento voterà la nuova legge elettorale.

La disfatta dei pronostici

Clinton, Renzi, Cameron: sono molti i personaggi che quest’anno hanno subito cocenti sconfitte. Nessuno di loro, però, è stato assiduamente umiliato dal 2016 quanto lo sono stati i pronostici. I sondaggi hanno sbagliato più volte negli ultimi dodici mesi, basti pensare alla Brexit, alle primarie repubblicane ed alle elezioni statunitensi. Neanche i bookmakers sono usciti indenni dalla disfatta: il Leicester, campione di Inghilterra ad inizio anno era quotato a 5000, mentre il Portogallo vittorioso all’Europeo era messo a 20 (non proprio tra i favoriti). Ci ha presi tutti alla sprovvista anche l’assegnazione del Nobel per la Letteratura a Bob Dylan, fuori da tutti i totonomi che puntualmente venivano fatti. Pronostici al tappeto con un sonoro k.o,, dunque? Non proprio. Tante previsioni sono state confermate, prima fra tutte quella che prevedeva la vittoria dell’Oscar da parte di Leonardo Di Caprio (con buona pace dell’irriverente popolo del web).

Le Olimpiadi di Rio

Come tutti gli anni bisestili, anche il 2016 ha avuto la sua bella Olimpiade estiva, nel caldo inverno di Rio de Janeiro. Preceduta da molte proteste e dal timore per il virus Zika, la 31esima edizione dei Giochi Olimpici verrà ricordata per lo scandalo doping della Russia, per l’inedita partecipazione di un team formato da rifugiati e per l’ennesimo trionfo di Bolt e Phelps. L’Italia ha dominato negli sport dove si lotta, si duella o si spara e ha conquistato un dignitoso nono posto nel medagliere. Tanto per chiarire che nonostante i successi olimpici il vero sport nazionale rimane la polemica, poco dopo la fine dei Giochi nel Belpaese è impazzata la discussione relativa alla candidatura di Roma per l’edizione del 2024. Ipotesi bocciata, però, dall’amministrazione guidata da Virginia Raggi, sindaca 5 stelle.

Gino Ioppolo sindaco di Caltagirone

Spingiamoci, adesso, all’interno del 2016 calatino. Lo scorso anno chiudevo questo articolo citando le dimissioni di Nicola Bonanno da sindaco di Caltagirone e il commissariamento della città. Oggi, dopo le amministrative di giugno, Palazzo dell’Aquila ritorna ad avere una giunta di centrodestra, grazie alla vittoria di Gino Ioppolo, ex parlamentare regionale, e alla sconfitta del centrosinistra, giunto diviso all’appuntamento elettorale. Nel mezzo, tanti dibattiti, qualche comizio e i soliti personalismi che hanno viziato il normale corso della campagna elettorale.

ParlaMente

26 membri, 5 nuovi progetti e un nuovo attrezzo da workout al boschetto: orgogliosamente, posso dire che nell’ultimo anno anche ParlaMente è cresciuta parecchio. Se le associazioni avessero delle zie, la nostra direbbe “ah, quanto ti sei fatta grande!”. Adesso, però, ci tocca maturare, e per fare questo abbiamo bisogno di nuovi progetti, nuovi membri e dell’aiuto di tutti voi, a cui ci affidiamo e ci rivolgiamo, per fare del nostro meglio.

Detto questo,

Tanti auguri e buon 2017,

da Fumere.

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