La tragedia di Danilo, studente travolto sulle strisce pedonali. Un fatto che deve farci riflettere

A Catania il passaggio pedonale di Viale Andrea Doria, all’ingresso della Cittadella Universitaria, è un attraversamento obbligato per chiunque debba recarsi alle Facoltà scientifiche della città. Da giorno 24 Luglio, per noi, quelle strisce pedonali raccontano solo un’unica storia. Una tragedia immane, brutale, insensata, che ha un nome e un volto: Danilo, studente del quinto anno alla facoltà di Medicina, la mattina di quel lunedì si era recato a sostenere l’esame di Ginecologia. Lo aveva superato senza problemi e bene, come era solito fare, affrontando con testardaggine e costanza qualunque prova: impegno, sicurezza e tanto amore per lo studio. Danilo non sarebbe rientrato ad Enna – la sua città natale – senza prima completare le sue ore di tirocinio; dopo l’esame della mattina si ferma ancora in città e si reca per cena, come solito fare, alla mensa dell’ERSU al di sopra del Cus, all’interno della Cittadella Universitaria. Ritornando a casa verso le 21 circa, sulle strisce pedonali – dopo aver aspettato il verde per i pedoni – è stato risucchiato da una macchina che sfrecciava ad alta velocità, che ha ignorato il segnale rosso al semaforo e la presenza del pedone. Non sappiamo chi sia stato: Danilo non è stato soccorso dal suo assassino che è scappato via brutalmente.

Un lunedì d’estate: Catania e la sua Università soffocano. Una coltre di dolore si è posata sul cranio di Danilo causando un trauma che non lascia speranze. Danilo ha guardato in faccia la morte su quel cocente asfalto nero: un lenzuolo ad otto lembi, quanto le strisce che stava percorrendo, ha avvolto il suo corpo verso il reparto di Anestesia e Rianimazione del Cannizzaro, dove stavolta ha varcato la soglia non da tirocinante.

Danilo ha in mente di diventare medico di famiglia, anche se non mancano in lui i cambi di scena come in ogni studente dall’intelligenza vivace e dalle infinite potenzialità. Mi diceva che per lui era importante l’aspetto umano del nostro lavoro, della nostra missione: vuole parlare con la gente, con i vecchietti e le mamme di famiglia, vuole stare a contatto con le loro storie, capirle e rappresentare per loro un faro. Quell’umanità in cui crede, che avrebbe voluto salvare con il suo lavoro e a cui stava dedicando ogni sacrificio, non si è degnata di soccorrerlo, di fermarsi.
Non sappiamo se la persona alla guida fosse ubriaca, distratta dal cellulare, o se ancora alla guida di una macchina senza assicurazione o rubata. Una cosa è certa, e cioè che si sia trattato di una persona che non ha rispettato tra le più basilari regole della strada: fermarsi al semaforo rosso.
A Catania, e basta un attimo per capirlo, se c’è una legge, questa è quella del più forte; sicuramente in questa gerarchia il pedone è l’ultimo che può far valere i suoi diritti sulla strada. Ad aver la meglio è ‘u chiù spettu, quello che meglio si impone nella giungla e riesce ad adattarsi alla assenza di regole contribuendo al caos.
No, non è folclore cara Catania: non è folclore svoltare prima a sinistra per il parcheggio perchè ci secca andare dritto e fare la rotonda poco più avanti, non è folclore superare a zig zag con lo scooter perchè in ritardo e non lo è neanche passare col rosso al semaforo pedonale perchè ancora i pedoni – quelli che noi vediamo – sono dall’altra parte della strada. È la ragione per cui un ragazzo di 25 anni potrebbe morire vedendo in un istante svanire tutti i suoi sogni. E se noi, a furia di stare a contatto con questo disordine, ci siamo trasformati in animali a motore, stiamo contribuendo quotidianamente perchè Catania – città universitaria – non sia adatta agli studenti e in generale alle persone. E non vale la giustificazione che qui funzioni così, che tanto lo fanno tutti: a farlo sono solo e sempre i coglioni.

Mi sono domandata, nel sordo dolore dell’accaduto, come sia possibile che un attraversamento così importante non sia preceduto da dossi per rallentare la velocità, da vigili specie negli orari clou del giorno, da telecamere e multe per chi non rispetti il limite di velocità o ancora da un ponte sopraelevato per i pedoni. Per chi si muove a piedi, e in una città che non ha alcun servizio valido di trasporto pubblico questo è frequentissimo, quell’attraversamento alla circonvallazione è d’obbligo. Eppure alcuni anni fa, prima dell’apertura del cantiere per la realizzazione del sottopasso per le macchine del viale Fleming, c’era un vecchio ponte sopraelevato edificato appositamente in seguito a piccoli incidenti. Un’opera smontata e mai più ripresentata. Se la sera del 24 Luglio ci fosse stato, io non sarei qui a parlare di questo assurdo accaduto e una famiglia a piangere l’orrore. Mi domando, dunque, dove siamo quando dovremmo sorvegliare sulle nostre città, sulle scelte fatte dall’alto, quando dovremmo curarci che la nostra e la altrui vita sia salvaguardata. Noi, subiamo. Passivamente. Lamentandoci, ma per restare alla fine zitti e fermi.

Il suo caso è un’ingiustizia e va denunciata, ma è anche una lezione per ciascuno di noi che la affronta e tenta di superarla: la Vita, la nostra e quella di chi incrociamo ogni giorno, va rispettata e difesa. Ogni volta che ci mettiamo alla guida, ricordiamoci bene che una macchina puo’ essere più letale di un’arma da fuoco. Ogni volta che ci viene negato un nostro diritto, quello della sicurezza sulle strade esponendo la nostra vita al pericolo, sorvegliamo sul potere e sulle sue decisioni. Facciamolo per noi e per chi non è più con noi: questa lotta sarà l’unico modo per averli ancora vicini.

Alessandra Di Nora

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10 pensieri su “La tragedia di Danilo, studente travolto sulle strisce pedonali. Un fatto che deve farci riflettere

  1. Gino.etna ha detto:

    Catania è una città caotica, c’è troppa gente che non rispetta i limiti di velocità nei centri abitati e non rispetta i semafori pedonali. Arrivare prima, sorlassare è una regola di molti furbetti.

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  2. Carlo ha detto:

    La colpa è di chi la governa,
    sindaco, vigili urbani, carabinieri, polizia,
    Perchè ancora ad oggi accadono queste cose ? Perché non c é controllo,
    perché chi deve fare il proprio lavoro non lo fa?
    Io se fossi sindaco di Catania darei le dimissioni,
    non parliamo poi di tutte le istituzioni che dovrebbero garantire la sicurezza,
    risultato ZERO, ma, trovano il tempo per andare in giro a controllare la citta con i cavalli,
    RISULTATO ZERO
    FALLITI TUTTI

    La cosa peggiore siamo noi siciliano che cresciamo in questa giungla senza cambiare
    PUNTO.

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  3. Rosi ha detto:

    Tempo fa al centro città, mi fermo allo stop, mio figlio e la sua ragazza sul sedile posteriore…non vedo nessuno, supero l’incrocio, mi immetto alla strada successiva, improvvisamente sento un botto violento dietro, e mio figlio che dice: è al telefono .. ci viene addosso…. Io per non sbattere nel muro giro lo sterzo e la macchina fa un giro su se stessa….mio figlio e la sua ragazza finiscono in ospedale trasportati dall’auto ambulanza…la parte posteriore della macchina fracassata… Io con le spalle indolenzite non vado, mentre aspetto mio marito ed i vigili urbani a cui chiamo io stessa, vomito……..questo tipo che dice… signora ma cosa ha fatto? mentre rispondo che io avevo già attraversato lo stop e la strada e lui mi aveva presa dietro e questo era successo perché lui era al telefono ed era arrivato correndo a velocità proibita….arrivano i vigili urbani…..risultato…sornioni mi dicono che sempre noi donne siamo….. mi prendono la multa e mi tolgono i punti dalla patente perché io ero uscita dallo stop ed anche se mi aveva preso dietro la disposizione adesso è che chi è allo stop deve fermarsi… ribadisco che mi ero fermata…e che mi ero immessa quando non cera nessuno e che il tipo era distratto dal telefono ed era arrivato a velocità pazzesca….(lo si poteva desumere dal danno subito) nessuna attenuante….nemmeno il torto al 50% veniva riconosciuto ..io che avevo rispettato lo stop avevo torto… Lui a velocità supersonica in città e con il cellulare al volante veniva premiato visto che ho dovuto pagare io i pochi danni che lui aveva subito …… Adesso dopo tanto tempo io continuo ad avere problemi alle spalle a causa della botta ricevuta… E continuo a chiedermi… Se non avessi dato quel colpo di sterzo se avessi sbattuto nel muro…se avessi investito qualcuno …..cosa sarebbe accaduto? Dove sta la giustizia? Perché chi avrebbe potuto causare un danno maggiore è stato mandato via senza nessun problema dandogli la possibilità di riprendere quel maledetto telefono facendogli causare altri incidenti?

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  4. Alberto Marullo ha detto:

    abitavo proprio di fronte all’attraversamento in questione e durante i lavori del tondo fleming, con relativo smontaggio del sottopasso (e spostamento semaforo pedonale) ho assistito alla media di un incidente al giorno.
    nessuno grave come questo ma stiamo parlando di una situazione critica da sempre di cui il Comune e qualsiasi altro organo politico se ne frega.

    Il motivo? semplice: a Catania manca il rispetto dell’universitario, soprattutto se fuori sede.
    non capiscono che Catania regge ancora solo per via dell’Università e dell’indotto che genera, tra l’altro il consorzio universitairo è l’azienda più grossa di Catania stessa.

    i catanesi ci vedono come superflui, come invasori della loro bellissima città.. e gli studenti catanesi difficilmente li vedrai attraversare in questi luoghi perchè loro lo sanno come funziona, sanno che è pericoloso, magari quando sono al volante fanno lo stesso.

    cosa mi aspetto? nulla.. magari metteranno un paio di dossi che saranno smontati notte-tempo.. e finirà lì; appuntamento alla prossima tragedia.
    il problema di Catania è la cultura di inciviltà che la pervade e quella non si sistema con un sindaco o con dei provvedimenti: rientra in qualche modo nel così detto “folclore” Catanese, quello che in qualche modo ci affascina un po’ tutti anche se devo dire che negli anni questo fascino è totalmente svanito in me, basta assaporare i lati negativi di tutto ciò che di fatto limitano parecchio la libertà di vivere una città nelle sue possibilità.

    (anche) questa è Catania.

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  5. GIUSEPPE PULVIRENTI ha detto:

    GRAZIE ALESSANDRA DI NORA PER AVERE PUBBLICATO E DENUNCIATO QUESTO ENNESIMO INCIDENTE STRADALE MORTALE.DI DANILO SPLENDIDO STUDENTE SICILIANO PIENO DI GRANDI IDEALI……
    GRAZIE PER AVERLO RICORDATO E RACCONTATO NELLA SUA INDICIBILE FATICA. PER COSTRUIRSI UN FUTURO………
    MA CHI HA AVUTO LA CRIMINALE IDEA DI ELIMINARE UN PONTE PEDONALE CHE ANCHE SE DI PESSIMA PRESENZA AVEVA EVITATO SIMILI SCIAGURE……. PONTE PEDONALE CHE FU ALLORA MONTATO PER METTERE IN SICUREZZA I MOLTI STUDENTI CHE ATTRAVERSANO QUOTIDIANAMENTE QUEL TRATTO DI STRADA.
    POTEVA ESSERE RIPROGETTATO PER RENDERLO ARCHITETTONICAMENTE PIÙ APPREZZABILE, FORNITO DI SCALE MOBILI PER I PEDONI ED I DISABILI……… TUTTO SI POTEVA FARE MA NON ELIMINARLO. TANTO PER I GIOVANI LE SPESE PUBBLICHE DI BILANCIO SI POSSONO TAGLIARE…….E NON SOLO QUELLE…….

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  6. rosaria pistorio ha detto:

    Conoscevo bene quel ponte e lo trovavo utilissimo sopratutto quando dovevo attraversare con i miei nipotini. Non capisco perchè a Catania,quando una cosa funziona,la si deve poi distruggere.
    Purtroppo,oltre le carenze di sicurezza bisogna ammettere che il catanese,sopratutto in macchina,diventa un essere maleducato,prepotente e,potenzialmente,omicida. L’amministrazione non tiene in alcun conto i comportamenti incivili dei cittadini e le strade di Catania,tutte,sono un potenziale pericolo pubblico.

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