Riccardo Nobile: primo posto

Costituzione  – La bellezza dello Stato di diritto

Solo le regole ci rendono liberi

La società di oggi è un sistema complesso e articolato di persone che collaborano per raggiungere diversi obiettivi: mantenersi, portare avanti una famiglia e migliorare il proprio lavoro e quello altrui. Ovviamente ci sono dei momenti dedicati allo svago e al divertimento, ma tutto questo funziona solo tramite un ingranaggio che non può essere assolutamente bloccato: il rispetto delle regole, ovvero leggi, norme e precetti che ci consentono di rispettare e condividere gli spazi del nostro vivere sociale, senza rischiare di essere “homo homini lupus”. Il popolo italiano dopo le atrocità, le violenze e i massacri della seconda guerra mondiale, il 2 giugno 1946 votò per la Repubblica e il 22 dicembre 1947 l’assemblea costituente approvò la Costituzione, quella meravigliosa carta che ci fa stare insieme quotidianamente in ogni ambiente, salvaguardando le scelte dell’io e mantenendo la coralità del noi

La Costituzione ha a cuore il bene collettivo dei suoi cittadini e attraverso i suoi 139 articoli affronta i principi generali che costituiscono la democrazia, insegnando ai suoi cittadini a diventare tali, attraverso l’esercizio delle regole e ad aderire alle stesse per senso del dovere, al quale siamo educati fin da piccoli a casa, in parrocchia, a scuola, con gli amici, a lavoro. L’osservanza di ogni articolo ci fa diventare cittadini corretti e responsabili, in grado di operare delle scelte future che possono incidere in modo positivo e fruttuoso nell’ambiente in cui viviamo: ai doveri obbediamo non per costrizione, ma perché riconosciamo la validità della legge, che tutela la libertà di ognuno.

I doveri sono fondamentali per dare il proprio contributo e partecipare alla vita politica, economica e sociale del paese; il dovere di aiutare le persone più deboli e bisognose e per finire il dovere di pagare le tasse per mantenere i servizi essenziali per il bene comune. La Costituzione, inoltre, si preoccupa del benessere e dell’ educazione dei figli e proprio per questo tutela la salute ed il diritto all’ istruzione.

Della Costituzione reputo attuali articoli che purtroppo non in tutti i casi vengono rispettati: leggi che tutelano l’ ambiente e che pongono le donne allo stesso livello degli uomini. Già l’ articolo 1, da cui tutto ha avuto origine, unisce le due caratteristiche principali dello stato italiano: l’ Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, una democrazia, in cui il potere appartiene al popolo, che fonda il suo vivere civile attorno alla famiglia, nucleo fondamentale di uno stato e agenzia educativa ineluttabile insieme alla scuola, per concretizzare ed attuare temi e valori fondamentali, in cui si regge la compagine statale. Pertanto solo grazie al lavoro di ognuno una comunità cresce e migliora.

Attuale la carta costituzionale anche quando parla dell’ambiente, che deve essere tutelato e salvato dagli attacchi aggressivi ed inquinanti dell’uomo non civile, che non tenendo conto delle regole, agisce per il suo bene individuale, deturpando la bellezza del paesaggio fisico, antropico e culturale. Proprio per questo dobbiamo, nel nostro piccolo, attraverso lo studio della cittadinanza e della costituzione a scuola, imparare a salvaguardare il territorio in cui viviamo per tutelare non solo la nostra salute, ma anche quella delle future generazioni. L’ ossigeno scarseggerà e molte specie viventi scompariranno, diminuirà la fauna all’ interno di un ecosistema e come conseguenza nascerà una catena di fenomeni innaturali

Ancora una volta ribadisco la bellezza e l’importanza delle regole, che ci abituano alla condivisione e al rispetto delle cose, che sono di tutti, ma soprattutto ci educano a guardare l’altro e a pensare in modo filantropico. Infine, voglio fare riferimento agli articoli che garantiscono i diritti delle donne e la parità di genere. La parità dei due sessi è affermata dall’articolo 3, che li riconosce entrambi senza distinzioni. Poi vi sono gli articoli 29-30-31 che affermano che il ruolo della donna è importante quanto quello dell’uomo. Purtroppo però sebbene le donne abbiano dimostrato qualità e capacità brillanti in ogni settore, tuttavia alcuni uomini, che vivono come bruti, rimasti allo stato ferino, incuranti del vivere civile, come dimostrato dalle notizie di cronaca, che quotidianamente ci informano sui femminicidi, perpetrano violenza sulle donne, considerandole oggetti a loro uso e consumo. Allora lo studio della Costituzione ci permette una coscienza civica, ci aiuta a sviluppare le competenze personali necessarie per entrare in modo armonico nella società, ci accompagna nella consapevolezza di sé e del proprio ruolo all’interno di una comunità. Se tutti, anche nel nostro piccolo, rispettassimo le regole, espressione più alta di uno stato di diritto, non ci sarebbero forse persone più formate, edificate da un senso più nuovo e più ricco del vivere insieme?

Cultura e Società – Un’evoluzione tecnologica e una rivoluzione di costumi

I social network, il futuro che si avvicina e i problemi che porta

Parlare di social network è come discutere della novità più straordinaria dei nostri giorni, di un aspetto essenziale della nostra vita, un elemento indispensabile che ognuno di noi ha e conosce molto bene. Probabilmente, però, molti di noi non ci siamo chiesti quale sia l’origine di questi social network, quale sia la loro funzione e se possano causare problemi alla nostra società. Alla prima domanda è molto facile rispondere. Tutto iniziò nell’ormai lontano 1997, anno in cui uno statunitense di nome Ellison lanciò il primo sito, SixDegrees, che aveva lo scopo di far relazionare le persone. Successivamente nacque un altro blog, che aveva il compito di dare informazioni sull’oroscopo e con piccoli minigiochi online intrattenere la gente. Questo però a causa di un bug di sistema rese possibile il cambiamento di ogni pagina del blog a piacimento degli utenti.

La vera svolta avvenne quando il 4 febbraio 2004 Mark Zuckemberg, con l’aiuto di un altro gruppo di laureati creò la piattaforma di Facebook. Da allora questo social network è diventato uno tra i più utilizzati al mondo; non solo vi sono persone adulte o giovani laureati, ma anche ragazzi e ragazze che abbiano superato il tredicesimo anno di età. Dopo, per cercare di contrastare il grande successo di questa piattaforma nacquero molti altri social network minori, non molto conosciuti, ma con funzionalità e caratteristiche assai diverse tra di loro.

Ora possiamo rispondere alla seconda domanda: qual è la funzione dei social network? Questi principalmente servono per offrire lavoro ai giovani d’oggi che, come ben sappiamo, sono sempre alla ricerca di occupazione per racimolare qualche soldo. In questi anni però il loro utilizzo sta degenerando. Molti ragazzi e ragazze postano foto, commenti e quant’altro senza pensare a ciò che potrebbe succedere dopo, perché come spesso accade, è subito pronto l’attacco di qualche amico o amica a cui fai meno simpatia e che è sempre lì, in qualsiasi momento, pronto ad offenderli. Da questi fenomeni nascono problemi ed avvenimenti che danno risposta alla nostra terza domanda. Infatti così come ci sono i vantaggi che portano questi social network,sono presenti anche degli svantaggi. Ma allora cosa può portare il mondo virtuale? Per prima cosa il distacco dal mondo reale, poi l’insonnia e per finire il cyberbullismo.

Il primo è dovuto all’eccessivo utilizzo che ne facciamo, che porta a non renderci conto del tempo che passa mentre navighiamo e che, spesso, quasi non ci fa capire ciò che accade intorno a noi, un universo virtuale dove si ingigantisce il vuoto esistenziale che inutilmente i messaggi tentano di colmare, anzi “ i solitari per eccellenza”, così li apostrofa il filosofo Salvatore Veca, si chiudono sempre più in una finzione dove tutto è permesso, senza limiti di alcun genere, nemmeno morali.   Poi vi è l’insonnia dovuta all’utilizzo dei social network, durante le ore che dovremmo dedicare al riposo e che, poi, si manifesta nelle ore diurne, principalmente nelle scuole. Per finire il problema più grande, molto attuale e che i ragazzi di oggi hanno a stretto contatto: il cyberbullismo. Esso si manifesta in vari modi, come ad esempio la diffusione di pettegolezzi da parte di qualcuno, o l’impossessarsi di account e password di un utente. Successivamente il cyberbullo porta la vittima ad uno stato di depressione che può condurre il soggetto preso di mira a sentirsi male dentro, o, in certi casi, a compiere atti estremi. Ma per tutti questi disagi vi è una sola soluzione: costruire, grazie ai valori della famiglia e della scuola, una personalità corretta e responsabile, che ci permetta di capire e diffondere ai giovani coetanei e non, più deboli, o con meno stimoli culturali e sociali, che si tratta di un universo in cui ruota una folla sterminata di gente libera di lanciare i messaggi più arditi, di esibire i propri vizi, di offrire le merci e i servizi più discutibili, di dare vita ai rituali più folli. Solo in questo modo possiamo migliorare la nostra società e creare un futuro più concreto.

Politica – Vita di migranti: il viaggio della speranza

L’odissea degli immigrati

La migrazione è un tema di grande attualità a cui oggi i mass media dedicano molta attenzione. Negli ultimi decenni l’Italia è stata interessata da grandi ondate migratorie che hanno aumentato notevolmente il numero di stranieri immigrati nel nostro paese. Per alcuni di essi l’Italia è un paese di transito dal quale passare per dirigersi poi verso altre mete; per altri invece è un luogo dove mettere radici, cercando un lavoro e facendosi raggiungere successivamente dalla famiglia. Perché questa gente viene nel nostro paese? La maggior parte di loro passa dall’Italia per poi giungere nei paesi del Nord. Attraversare le diverse frontiere dell’Africa ed i loro complessi apparati di sicurezza è per molti migranti un’odissea, di cui si hanno spesso poche tracce e testimonianze. Il viaggio comporta un grandissimo costo in termini economici ed in termini di rischio per la vita stessa. Altissimo è infatti il numero delle vittime nelle traversate dei deserti, del mare o durante altre tappe del viaggio Questo è un argomento delicato e l’unico modo per poterlo comprendere è conoscere le storie di chi lo ha vissuto; pertanto desidero parlare di alcune storie, che mi hanno toccato particolarmente.

Il mare di notte

Meglio morire in mare che stare in Libia. In mare si muore una volta sola, se stai in Libia è come se morissi tutti i giorni.” Bakary ha 16 anni, è un minore ospitato in una struttura di accoglienza in Calabria, viene dalla Guinea Bissau e ha raggiunto la Libia attraverso il Gambia, attraversando il deserto. ”I letti dove dormivamo in Libia erano pieni di insetti, avevamo pagato per il viaggio, ma nell’attesa dovevamo lavorare per i padroni del mondo gratis, come schiavi. Chi si rifiutava veniva picchiato. Ho visto gente morire sepolta a pochi metri da dove dormivamo.”

Uccidevano i cristiani.

“Il mio nome è Gabresellah, nata in Eritrea, ho vissuto per dodici anni a Karthum, facevo la domestica, il mio sogno era andare a Londra, ho contattato un sudanese, che organizzava viaggi verso l’Europa. Per 1.660 dollari si è offerto di portarmi alla frontiera con la Libia. Siamo partiti a Maggio 2014 in un camion con altre persone. Dopo sette giorni siamo arrivati ad Ajdabia. Qui ci hanno chiusi in una casa, eravamo prigionieri. Chiedevo ad un libico quando sarebbe arrivato il mio turno per andare in Italia, lui non rispondeva mai. Dopo un mese siamo stati portati a Tripoli. Anche in questa città siamo stati rinchiusi in una casa, ci sorvegliavano uomini vestiti di nero e incappucciati. Il loro compito era selezionarci per sesso e religione. I musulmani potevano proseguire il viaggio, i cristiani no, venivano uccisi. Le donne cristiane, che avevano pagato il viaggio, venivano risparmiate. Ci siamo imbarcati il 7 maggio, dopo ore di navigazione ci ha salvati una nave da guerra tedesca.”

L’agente segreto.

Sono Jallow ero un ufficiale della National Intelligence Agency e mi occupavo della sicurezza del presidente. Nel 2006, dopo il golpe si è insediato un regime dittatoriale. Mi chiedevano di torturare gli oppositori, anche le persone che manifestavano l’intenzione di non votarlo, ma queste pratiche sono contrarie alle mie convinzioni, mi sono rifiutato di obbedire agli ordini e sono stato arrestato. Dopo un mese mi hanno concesso la semilibertà, ne ho approfittato per fuggire, prima in Senegal, dove ho lavorato per tre anni, poi Burkina Faso, dove ho fatto l’autista, quindi in Niger e successivamente in Libia. Con la guerra ho deciso di scappare in Italia, ho contattato un mediatore, il capo dell’organizzazione, un uomo potente. Ho pagato 1.500 dollari. Con altre persone siamo stati portati in una casa, dove siamo stati trattati in maniera disumana. Abbiamo atteso giorni così prima di essere imbarcati sui gommoni e poi trasferiti su un’imbarcazione. Chi creava problemi veniva picchiato. Riconosco dalle foto gli uomini che erano al timone e quelli che lavoravano per lui.” Riflettiamo allora sul fenomeno dell’immigrazione, per analizzarlo senza alcun pregiudizio. Queste tragiche storie ci aiutano a discernere le persone che vengono nel nostro Paese per trovare rifugio e lo fanno con un buon intento, da quelle che vengono per danneggiarlo. La strada è sicuramente informarsi per avere notizie corrette sulle diverse tipologie di migranti. Possiamo accoglierli nella nostra comunità stabilendo regole comuni di condivisione e convivenza per salvaguardare la nostra e la loro identità. Chi accoglie deve prevedere lavoro e dignità per tutti. L’Italia negli ultimi anni ha sicuramente cambiato volto e soprattutto noi siciliani, avendo gli sbarchi a casa, ci siamo abituati a guardare negli occhi il disagio e la preghiera di questa gente. La nostra generazione, pertanto, attraverso una scuola, diventata ormai multietnica e multiculturale, viene educata all’accoglienza del diverso, realizza valori di integrazione, salvaguarda identità e diritti, dialoga e cresce.

Riccardo Nobile

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