Il problema non è la Sicilia ma i siciliani

A distanza di alcune settimana dalla visita del cantautore–professore Roberto Vecchioni presso l’ateneo universitario di Palermo non si placano le polemiche per le parole poco lusinghiere che l’artista d’origine brianzola ha dedicato alla Sicilia. Durante una conferenza indetta dall’associazione Genitori e figli: istruzioni per l’uso, Vecchioni non ha scelto vie diplomatiche per esporre il suo pensiero, definendola senza mezzi termini un’“isola di merda” e dicendosi profondamente dispiaciuto per un popolo che non è più in grado di reagire, assuefatto e rassegnato ad ogni forma di malgoverno. Il tutto forse diretta conseguenza di quella manifesta incapacità d’apprezzare quanto bella e ricca di storia, d’arte e cultura siano quelle terre. Sembra essere soprattutto questo che Vecchioni, docente di lettere classiche, perdona meno di tutto ai siciliani.Monta subito la polemica sui social network, con gran parte del popolo siciliano che si dice profondamente indignato per le offese ricevute. Continua a leggere

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Capitano Cristoforetti, la celebriamo noi!

Sembra essere sempre più una questione culturale: il popolo italiano non è minimamente in grado di celebrarsi, di darsi lustro. Cerca di minimizzare anche grandi avvenimenti che vedono coivolta la sua comunità nazionale. Eventi che, da Lampedusa al Brennero, potrebbero renderla fiera una volta tanto. Continua a leggere

Ventitré anni dopo Capaci

Anche quest’anno un altro 23 maggio è arrivato. Anche quest’anno ci apprestiamo a vivere una giornata intensa, piena di commemorazioni e retorica sulla strage di Capaci, sul sacrificio di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti di scorta Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Anche quest’anno, per il ventitreesimo anno, una sfilata di autorità istituzionali e religiose ricorderà il giudice che, suo malgrado, in quegli anni era divenuto il simbolo di una Sicilia che voleva cambiare, che intendeva mostrare il suo lato migliore ed onesto, desiderosa di scrollarsi di dosso quella cattiva nomea che tanti eventi delittuosi avevano contribuito ad affibbiarle; quel desiderio che qualcuno pensava di poter stroncare coi 400 kg di miscela esplosiva posizionati sotto l’autostrada a Capaci. Continua a leggere

Dall’Alpi alla Sicilia, è tutta una casa

Il 17 marzo 1861 iniziava a concretizzarsi, dopo anni di guerre, il sogno di tanti giovani romantici combattenti e rivoluzionari patrioti: il sogno di un’Italia libera dal giogo straniero, indipendente, unita sotto un’unica bandiera, il Tricolore. Il sogno dei genovesi Mameli e Novaro, del modenese Menotti, del palermitano Pilo, del veneziano Nievo; e proprio a quest’ultimo, Ippolito Nievo, chiedo in prestito le parole per titolare questo mio pensiero nei confronti dell’Italia, speranzoso che mi perdoni per l’oltraggio recatogli. Continua a leggere

Unione Europea: non pervenuta

Come spieghereste ad un bambino di dodici anni il concetto di Unione Europea? Quali parole utilizzereste con un vostro figlio o fratello minore, che magari si approccia per la prima volta a nozioni di educazione civica o geografia politica, per spiegare in linea generale l’Unione Europea? Continua a leggere