Il prodigio della mezzanotte

Avete mai avuto la sensazione di non sapere cosa fare di voi stessi? Di sentirvi in dovere di inserirvi in un mondo in fermento, dove le battaglie politiche si colorano di vite spezzate, i desideri si accendono e le speranze vengono subito dopo spente? Ecco, questa è la sensazione che annoda la gola di Saleem Sinai, un ragazzo musulmano nato a Bombay allo scoccare della mezzanotte del 15 Agosto 1947, giorno in cui l’India otteneva l’indipendenza dai colonizzatori britannici. Una nascita di buon auspicio quindi, a detta degli indovini locali; un bambino simbolo, per il quale la famiglia riceve lettere e per il quale si hanno grandi aspettative. Continua a leggere

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La Casta, dieci anni dopo

«Un’oligarchia di insaziabili bramini».

Ora come dieci anni fa, troviamo queste parole in alto sulla prima pagina de La Casta (Rizzoli, 2007), l’oramai proverbiale libro d’inchiesta il cui titolo finì per ribattezzare dispregiativamente il ceto politico italiano per gli anni a venire. Un’oligarchia di insaziabili bramini; davvero non saprei trovare una forma migliore per introdurre il libro se non quella degli autori Rizzo e Stella: contiene la tesi finale, il tono pungente dell’argomento, e tutto il vampirismo ascritto alla materia trattata. Il paragone con i membri della casta sacerdotale indiana voleva denunciare la rigidità dei partiti (consacrata dalla legge Calderoli del 2006, recentemente dichiarata incostituzionale) che non solo non promuovevano nessuna attività democratica, ma badavano solamente a loro stessi. Una materia nota, una condotta iniqua che va oltre la political nazionale, pervadendo le regioni, i comuni e piccole cooperative: i due giornalisti del Corriere della Sera riportano nel libro varie immersioni fra i bilanci dei palazzi governativi, fra finanziamenti pubblici eccessivi a enti che non dovrebbero esistere, tra le indennità di piccoli sindaci di paese, e numerose altre magagne, alternando resoconti e cifre a commenti ironici. Continua a leggere

A Londra manca una statua

Londra trabocca di statue. Basta farsi una passeggiata per rendersene conto: dall’ammiraglio Nelson in cima alla colonna di Trafalgar Square, ai vari bronzi sparsi sugli argini del Tamigi, dalla testa di cavallo sospesa a Hyde Park ai leoni dell’enorme statua di fronte al palazzo di Buckingham, dai vecchi sovrani ritti sui piedistalli alla famosa statua degli alleati Roosevelt e Churchill seduti a conversare su una panchina. E poi ancora Sherlock Holmes, Peter Pan, l’orsetto Paddington e chi più ne ha viste più ne metta. Ma rimane un personaggio nella storia di questa ricca metropoli che è rimasto senza una statua, una donna, che con le braccia dietro la schiena scruta adesso i luoghi dove trascorse parte della sua travagliata vita. Continua a leggere

Gincana di mezza stagione

Secondo classificato al concorso letterario Boschetto Express 

per la sezione racconto Continua a leggere

Brechtianamente

Se la vostra idea di spettacolo teatrale comprende bellissimi costumi di scena e allodole trillanti che si struggono per un amore infranto o mai incontrato, allora sareste stati disprezzati dal tedesco Bertolt Brecht. Costui vi avrebbe accusato di guardare arte ‘culinaria’, di consumare un pasto per poi uscire dal teatro inalterati. Che quell’omino col sigaro dall’aria fredda e calcolatoria sia un uomo di teatro lo sanno in tanti, ma il teatro di Bertolt Brecht è qualcosa che poco rassomiglia agli standard nostrani. Continua a leggere