Le 10 (+1) cose che hanno caratterizzato il 2017

Come ogni anno, ParlaMente vi propone una veloce carrellata sui principali eventi (e non solo) che hanno segnato il mondo, l’Italia e il territorio siciliano. Cominciamo subito:

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Guida rapida alle ideologie politiche: Capitolo V, Il Cristianesimo Democratico

I rapporti tra cristianesimo e politica sono molto particolari rispetto alle altre ideologie. Trattandosi infatti di una religione, esso è stato quasi sempre filtrato in maniere differenti nelle varie epoche storiche. A differenza di liberalismo, socialismo, fascismo e nazismo, nati tutti tra il Seicento e il Novecento, i legami tra religione cristiana e potere politico risalgono a quasi duemila anni fa. Nel 380 l’imperatore romano Teodosio dichiara il cristianesimo religione ufficiale dello Stato, mentre già da quasi un secolo le ben note persecuzioni sono finite e tale religione si è ormai estesa anche tra le classi dominanti della società.

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Guida rapida alle ideologie politiche: Capitolo IV, Il Nazismo

Il nazismo è forse il trauma più forte con cui la memoria europea deve avere a che fare ogni giorno. Esso è stato la causa principale della Seconda Guerra Mondiale, la più disastrosa della Storia, nonché dei massacri di popolazioni inermi per motivi razziali o religiosi. Continua a leggere

L’analfabetismo funzionale è un’emergenza sociale

Qualche anno fa erano in pochi a conoscere l’analfabetismo funzionale. Oggi invece se ne fa un gran parlare soprattutto tra il “popolo della rete”, il più esposto al fenomeno. Community come Adotta anche tu un analfabeta funzionale o Giente honesta (sic!) sono fondate sul sarcasmo nei confronti degli analfabeti funzionali, spesso gettati nello stesso calderone dei populisti duri e puri. In questi casi si tratta solo di ironia, ci mancherebbe. Ma parlando seriamente, di cosa si tratta? Continua a leggere

Perché al referendum voto no

Avrei potuto iniziare questo articolo catalogando uno dopo l’altro tutti i motivi per cui bisogna votare No al referendum del 4 dicembre. Tuttavia Saqili mi ha anticipato, esprimendo molte condivisibili perplessità sul merito della riforma Boschi-Renzi che io avrei finito per ripetere. Unica differenza, egli nel suo articolo finisce per sostenere timidamente il Sì considerando i benefici della riforma maggiori dei suoi rischi. Ebbene, io credo fermamente che questi benefici siano piuttosto delle illusioni. Dunque nel mio discorso mi limiterò a rispondere alle sue argomentazioni fondamentali che lo hanno spinto a scegliere il Sì: velocità delle leggi, referendum abrogativi, rapporti Stato-Regioni ed elettività dei senatori. Continua a leggere