Ingegneria

ParlaMente Vi informa che le seguenti informazioni sono date da un laureato in Ingegnera Biomedica al Politecnico di Milano, attualmente al primo anno di Laurea Magistrale in Ingegneria Biomedica settore Tecnologie Elettroniche.

Se alla fine della lettura avrai altri dubbi o curiosità, puoi scriverci all’indrizzo parlamenteprogetto@gmail.com

La nostra associazione curerà di inoltrare la tua richiesta a chi di interesse, che si preoccuperà di offrire ulteriori chiarimenti.

 

Qual è la durata del corso in Ingegneria?

Gli studi si articolano in un Ciclo di Laurea triennale più eventualmente due anni di Laurea Magistrale. Gli studi possono continuare con un Dottorato di Ricerca (PhD.)

Quali sono le sedi in cui questo indirizzo è attualmente (anno 2018-2019) presente in Italia? 

Praticamente in qualsiasi città universitaria italiana è presente una scuola di ingegneria: queste sono in generale divise in “Civile, Ambientale e Territoriale” e “Industriale e dell’Informazione”. Per ogni scuola ci sono moltissimi indirizzi (es: Elettronica, Meccanica, Informatica ecc.). Ogni Ateneo propone una sua offerta formativa in merito agli indirizzi.

Qual è la modalità di accesso a questa facoltà universitaria?

Non prevedendo una graduatoria nazionale, ogni Ateneo sceglie la propria modalità di accesso. Il test d’ingresso può come non può essere presente; nel caso sia presente, ogni Ateneo si riserva il diritto di inserire delle soglie minime in termini di punteggio al fine di determinare l’accesso o meno al corso di studi.

Qual è il programma di studi?

Il numero dei diversi indirizzi della Facoltà di Ingegneria è davvero molto alto, ma nonostante ciò esiste un percorso più o meno comune che tutti seguono nei primi anni, declinato in modo più o meno caratterizzante: materie come Analisi I, Analisi II, Fisica I, Fisica II, Elettrotecnica, solo per citarne alcune, sono il denominatore comune della facoltà. In generale durante l’ultimo anno del corso di laurea triennale si incontrano materia settoriali (ad esempio, in Ingegneria Biomedica, durante l’ultimo anno ho studiato Biomateriali, Biomeccanica, Bioelettromagnetismo ecc.).

Durante questo corso di studi, ci sono dei tirocini da frequentare? Se sì, in cosa consistono?

Anche qui, dipende dalla combinazione di Ateneo-Indirizzo che si prende in considerazione. Se è previsto solitamente si aggancia alla stesura della Tesi, quindi consiste in un esperienza in ambito aziendale durante la quale emergono le tue abilità maturate negli anni.

La frequenza alle lezioni è obbligatoria?

Generalmente no, anche se frequentare attivamente corrisponde a un buon 50% dello studio di ogni materia. Tuttavia i professori si riservano la possiblità di tenere nota dei presenti a lezione, soprattutto se sono lezioni di tipo laboratoriali.

E dopo la laurea? (sbocchi lavorativi, abilitazione alla professione )

Solitamente il percorso viene ulteriormente completato con la Laurea Magistrale. A quel punto è possibile entrare nel mondo lavorativo oppure intraprendere un Dottorato di Ricerca. In alcuni casi, come per gli Ing. Civili, è quasi obbligatorio sostenere l’esame di stato per ottenere il titolo di Ingegnere, in modo da poter firmare e assumersi la responsabilità dei progetti. In generale comunque l’abilitazione alla professione è un discorso che viene chiarito man mano che si frequenta l’università e che non deve spaventare.

Il post-laurea comunque è uno scenario molto variegato, con praticamente infiniti sbocchi lavorativi.

In media gli studenti riescono a laurearsi in tempo a questa facoltà?

 Secondo Alma Laurea, la laurea di primo livello (triennale) si consegue in media a 24 anni, quindi ipotizzando di iniziare l’università a 19 anni, impiegando 5 anni. Non fatevi spaventare da questo dato, in generale è fisiologico un ritardo di 1-2 anni nel percorso formativo.

Ma tra Informatica e Ingegneria Informatica cosa cambia?

Il corso di Laurea in Informatica ha tutto un altro approccio rispetto a quello ingegneristico. Per la mia esperienza, in Informatica non tanto vengono affrontati più linguaggi di programmazione, ma l’impostazione è quella della risoluzione di problemi matematici. L’approccio ingegneristico invece permette di affrontare un problema da diversi punti di vista, dato il background delle altre materie ingegneristiche. Non c’è un meglio o un peggio, sono semplicemente indirizzi diversi: controlla bene il piano degli studi di entrambi per capire cosa ti interessa di più.

Mi piace molto lavorare con i programmi di video e foto editing, è questo l’indirizzo giusto?

Assolutamente NO! In Ingegneria non ti insegneranno ad aggiustare computer, modificare foto o video, a usare nessun programma che tratti multimedia di “consumo”.

E’ vero che si fa tanta matematica?

Ni: i corsi prettamente “matematici”, forse escludendo soltanto Ingegneria Matematica, non rappresentano neanche il 30% del percorso di studio. Tuttavia occorrono basi solide, che costruirai durante tali corsi, per poter affrontare problemi del mondo “vero”.

Per darti un esempio, nel corso di Biomeccanica che ho frequentato è stato indispensabile almeno capire il concetto di “gradiente” studiato in Analisi II, un’estensione della “derivata” studiata in Analisi I. Tutte le materie sono funzionali tra loro.

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