Mediazione Linguistica

ParlaMente ti informa che le seguenti informazioni sono fornite da una laureata in Mediazione Linguistica e Interculturale nell’anno 2014 presso la Struttura Didattica Speciale di Lingue e Letterature Straniere dell’Università degli Studi di Catania, attualmente attiva come professionista nell’ambito della traduzione.

Se alla fine della lettura avrai altri dubbi o curiosità, contattaci all’indirizzo e-mail parlamenteprogetto@gmail.com.

La nostra associazione curerà di inoltrare la tua richiesta a chi di interesse, il quale si preoccuperà di offrirti ulteriori chiarimenti.

 

Qual è la durata del corso in Mediazione Linguistica e Interculturale?

Come la maggior parte dei corsi di laurea dopo il Processo di Bologna, questo corso (L-12) ha una durata di tre anni. Nel caso in cui si decidesse di optare per una laurea magistrale, la naturale continuazione del corso di studi rientrerebbe nella classe LM-94 delle Lauree in Traduzione e Interpretariato.

Quindi quanto tempo si trascorre in formazione?

Formalmente gli anni di studio. In pratica tutta la vita. Quello linguistico è un campo in cui non si smette mai di imparare, che si tratti di acquisire un determinato lessico specifico o di apprendere le ultime novità nell’ambito degli strumenti di traduzione assistita. Passione è la parola chiave.

Quali sono le sedi in cui questo indirizzo è attualmente (anno 2018-2019) presente in Italia? 

Questo indirizzo è attualmente presente in circa trenta atenei (sia pubblici che privati) distribuiti sul territorio nazionale.

Qual è la modalità di accesso a questa facoltà universitaria?

Le modalità di accesso a questa facoltà sono a discrezione dell’ateneo. Per alcune università l’accesso è libero, per altre – soprattutto le più prestigiose, come Trieste, Venezia e Bologna nella sede di Forlì – è necessario superare un test di selezione poiché l’accesso è a numero programmato.

 

Quali sono gli argomenti su cui vertono le domande del test?

Anche il contenuto del test varia da università a università. La prova di ammissione, in generale, contiene quesiti riguardanti grammatica, cultura generale e attitudine all’apprendimento delle lingue straniere. Alcuni atenei richiedono già un livello linguistico di partenza, per cui il metodo migliore per selezionare il corso che si desidera frequentare è consultare i singoli bandi degli atenei, dove si trovano le informazioni esatte riguardo il contenuto del test.

 Come prepararmi al test?

È possibile acquistare dei testi come manuali di preparazione ed esercizi commentati per allenarsi in vista del test di ammissione.

Qual è il programma di studi?

Come altre lauree triennali, il corso di studi prevede il raggiungimento di 180 crediti formativi al suo termine, 60 per ciascun anno. Il piano didattico comprende materie riguardanti lo studio di due o tre lingue straniere, traduzione e discipline economiche, giuridiche, sociolinguistiche e geografiche.

Durante questo corso di studi, ci sono dei tirocini da frequentare? Se sì, in cosa consistono?

Sì, il corso prevede un tirocinio obbligatorio da assolvere in ambito linguistico. La sua valenza varia a seconda del proprio piano di studi.

La frequenza alle lezioni è obbligatoria?

Nì. Non tutti i corsi richiedono la presenza dello studente a lezione. Tuttavia, soprattutto le lezioni di lingua e i cosiddetti lettorati con insegnanti madrelingua sono fondamentali per una buona riuscita.

 

E dopo la laurea?

Il corso forma forma le figure di mediatore linguistico presso aziende, istituzioni, organizzazioni ed enti nazionali ed internazionali. I laureati in Mediazione Linguistica e Interculturale potranno svolgere attività professionali nel campo dei rapporti internazionali, a livello interpersonale e di impresa (relazioni con l’estero, rapporti import/export; collaborazione nelle filiali all’estero di imprese italiane e/o di filiali straniere in territorio nazionale), nel campo dei servizi sociali e delle professioni tecniche delle attività turistiche e ricettive; nel campo della ricerca documentale in ambito nazionale e internazionale; della redazione, in lingua straniera oltre che in italiano, di testi quali memoranda, rapporti, verbali, corrispondenza, nonché traduzioni in ambito economico, giuridico, sociologico o culturale; nel campo dell’editoria del turismo o dell’arte, e in genere in ambito editoriale e giornalistico; potrà svolgere ogni altra attività di mediazione linguistica e interculturale nelle imprese e all’interno delle istituzioni. Sarà inoltre possibile la collaborazione ad organismi ed enti internazionali e la partecipazione alla gestione di strutture e progetti nazionali e/o internazionali (europei ed extra-europei) in cui siano necessarie competenze linguistico-culturali affiancate da adeguate nozioni di diritto, di economia o di sociologia.

Qual è la differenza tra questo corso di studi e una qualsiasi altra laurea in Lingue?

Che la preparazione che viene fornita è decisamente più pragmatica. La classe di laurea in Lingue e Culture Moderne ha un approccio indiscutibilmente più letterario e mira a formare con competenze più teoriche individui con un interesse alla didattica. In quel caso il principale sbocco lavorativo riguarda prevalentemente l’insegnamento, una volta completato naturalmente l’iter di abilitazione.

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