L’amor che move le strisce e l’altre stelle

Sembra strano, ma uno dei più importanti alleati degli Stati Uniti d’America è un Regno che per nulla si potrebbe definire occidentale. Il Regno dell’Arabia Saudita. Si tratta di un Paese islamico di stampo ultraconservatore al cui interno tutto è gestito da rapporti di fiducia e lealtà, e la figura del Monarca si annebbia tra la sfera politica e quella religiosa, altalenando tra le posizioni di detentore del potere politico, e quella di “Custode delle due Sacre Moschee”. In altre parole, l’impegno di difendere i luoghi più sacri dell’Islam è fuso insieme alla stessa essenza dello Stato saudita, che dalla sua nascita a oggi continua a interpretare in maniera ferrea, rigida e conservatrice i principi tanto discussi della religione islamica, ponendosi come l’unico Stato a riuscire in una sfida tra il mantenimento di indissolubili tradizioni interne e il perseguimento della cooperazione mondiale. Continua a leggere

Cosa accade oggi in Oriente?

Raramente ci accostiamo al mondo arabo e sempre con grandi difficoltà: difficili da comprendersi sono le sue logiche, i suoi contrasti, i diversi confini territoriali, l’ideologia religiosa, le gerarchie e persino i suoi nomi. Ritengo che insito nell’Occidente debba esserci un desiderio di informazione di fatti e ragioni che movimentano quei popoli, non per l’interesse che guida grandi capi dello Stato ad appropriarsi di ciò che non ci appartiene, ma perché comprenderne i meccanismi, o almeno sforzarsi a farlo, è alla base per acquisire consapevolezza di ciò che noi stessi siamo. Umanità è una parola che ci viene proposta troppo spesso con significato astratto, quasi sublime, ed in tal senso irraggiungibile. Ciò che cercherò con questo pezzo di raccontare è quel che accade in Yemen, auspicandomi di farlo con massima chiarezza e veridicità. Continua a leggere

The black fall: il prezzo del petrolio

Il nero sfila, certamente. Ma quando i capitalisti parlano di nero, non parlano certo di quali vestiti facciano sembrare più magri, bensì intendono il loro oro (nero, appunto) che oggi sta facendo dimagrire i portafogli delle grandi compagnie petrolifere. Ovviamente non siamo più nei tempi di Rockefeller, quando il grande magnate newyorchese controllava Cleveland e tutti i pozzi di estrazione più importanti del suolo statunitense arricchendosi a dismisura, e questo lo dimostra il recente crollo del prezzo del petrolio. Continua a leggere