Il nuovo volto di Vivian Maier

Vivian Maier, una bambinaia vissuta fra gli anni Cinquanta e Novanta, è oggi considerata una delle fotografe di spessore più importanti della storia. Grazie al suo grande talento nel cogliere l’attimo ci ha permesso di godere delle mille sfaccettature culturali di alcune città come New York e Chicago nel primo dopoguerra. Foto di speranza e coraggio che danno voce ad un’America fiera di aver combattuto per la propria libertà: sguardi profondi pieni di esperienza raccontano un inconscio ancora presente nelle memorie di chi oggi continua a fare storia. Tra sorrisi, pianti e domande ognuno dei suoi scatti rivela calde emozioni di dubbi e curiosità Continua a leggere

Cerere e Morgantina: il riflesso della Sicilia

Rifletto, in una comune aula studio del Monastero dei Benedettini, sede del Dipartimento di Scienze Umanistiche a Catania, subito dopo aver superato un esame. È stupefacente come un evento simile possa rivelarsi tanto formativo: ti dà diverse occasioni per ponderare su argomenti a cui altrimenti non avresti pensato; ti lascia qualcosa, dunque, che travalica i ristretti confini temporali dell’esame stesso(un colloquio che dura al massimo un’oretta).

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Castello Ursino tra Arte antica e contemporanea

La prima volta che entrai nel Castello Ursino fu tre anni fa con la mia classe del liceo. Non rimasi particolarmente impressionato da quella costruzione, la quale, pur non ignorandone l’importanza storica e artistica, non mi colpì poi granché. Forse perché non comprendevo e, anzi, sconoscevo molte cose. Quando, invece, sono ritornato in quel luogo qualche tempo fa, spinto dalla curiosità per la mostra dedicata a Warhol, sono rimasto stupito dalla bellezza e ricchezza che il castello risalente all’epoca di Federico II possiede. Continua a leggere

Io, Claude Monet: un racconto tra inchiostro e pittura

Io, Claude Monet, il nuovo docu-film di Phil Grabsky nell’ambito della stagione della Grande Arte al Cinema, descrive tramite una visione onirica e sensazionale l’opera e la vita dell’artista impressionista. Lo schermo si trasforma in tela su cui la macchina da presa registra le tumultuose pennellate conservate nei diversi musei al mondo; le parole sono alcune delle numerosissime lettere che l’artista rivolse in vita ad amici e cari.

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Il privato del genio, privato della Marchesa

Una mostra di Pablo Picasso a Catania! Lo sanno pure le pietre laviche ormai data la pubblicità capillare. Castello Ursino si staglia sul cielo mattutino, e tutti, ragazzi, scolaresche, intenditori e intenditori dell’occasione, si affrettano a bigliettarsi. “Perché Picasso è bello”. Basta guardare il dipinto che viene sventolato in copertina: un’esplosione di giallo e una elastica figura tra l’umano e il gallinaceo che tiene inartigliata una bandieruola della Spagna, lo stile è inconfondibile. Dipinto che tuttavia, una volta entrati nel maniero, gira aule e sali scale, non si trova! Semplice, perché non c’è. Una bizzarra installazione a forma di cubo con due proiettori uno di fronte all’altro ce lo mostra con un’animazione e una didascalia: si tratta della Figura de mujer inspirada en la guerra de España, del 1937, allegoria della nobiltà che appoggia il potere franchista. La figura, la Marquesa, come recitano le parole dipinte, è ritratta nell’atto di lanciare un duro (cioè una moneta da 5 pesetas) contro i soldati. Dando un’occhiata sul web scopriamo un gustoso aneddoto di speculazione: il proprietario dell’opera ha deciso, qualche giorno prima dell’apertura della mostra, di accettare la succulenta offerta di un acquirente, negando così il prestito pattuito con i curatori della mostra. Solita tasca araba ricca sfondata, principesse del Qatar, dicunt. Così, guardiamo straniti l’annunciato inedito, rimasto tale, solo in video. Continua a leggere