Danilo chiede giustizia: una voce contro il silenzio delle istituzioni

È trascorso più di un mese dalla morte di Danilo, tragicamente travolto a Catania sull’attraversamento pedonale di Viale Andrea Doria. Le lezioni universitarie sono alle porte delle aule e presto torneremo a percorrere ogni giorno la circonvallazione verso la Cittadella universitaria e il Policlinico. Tutti, ma non lui, ucciso dalla noncuranza di un guidatore del quale non conosciamo ancora né il nome, né il volto. Continua a leggere

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La tragedia di Danilo, studente travolto sulle strisce pedonali. Un fatto che deve farci riflettere

A Catania il passaggio pedonale di Viale Andrea Doria, all’ingresso della Cittadella Universitaria, è un attraversamento obbligato per chiunque debba recarsi alle Facoltà scientifiche della città. Da giorno 24 Luglio, per noi, quelle strisce pedonali raccontano solo un’unica storia. Una tragedia immane, brutale, insensata, che ha un nome e un volto: Danilo, studente del quinto anno alla facoltà di Medicina, la mattina di quel lunedì si era recato a sostenere l’esame di Ginecologia. Continua a leggere

Castello Ursino tra Arte antica e contemporanea

La prima volta che entrai nel Castello Ursino fu tre anni fa con la mia classe del liceo. Non rimasi particolarmente impressionato da quella costruzione, la quale, pur non ignorandone l’importanza storica e artistica, non mi colpì poi granché. Forse perché non comprendevo e, anzi, sconoscevo molte cose. Quando, invece, sono ritornato in quel luogo qualche tempo fa, spinto dalla curiosità per la mostra dedicata a Warhol, sono rimasto stupito dalla bellezza e ricchezza che il castello risalente all’epoca di Federico II possiede. Continua a leggere

San Berillo si fa serie web: la visione del cambiamento

Dai diamanti non nasce niente,
dal letame nascono i fior.
Via del Campo, Fabrizio De André

Il quartiere di San Berillo a Catania è il fallimento della promessa della città moderna. Situato nel cuore del centro storico, esso ha subito una delle più grandi operazioni urbanistiche di sventramento ed espulsione dei suoi abitanti con un’unica volontà: attribuire alla città un volto più moderno che la rendesse la Metropoli del Sud. Oggi il prezzo di quella pretesa si paga ancora con un’importante ferita. Continua a leggere

Istituto Luce: le lacrime e i sogni di noi italiani

I popoli che non amano portare le armi finiscono per portare le armi degli altri.

Queste parole pronunciate da Benito Mussolini ci permettono di comprendere i principi portati avanti durante gli anni della sua politica. Il fascismo perseguiva fortemente il concetto del cameratismo, fondato sulla condivisione di ideali da parte di gruppi militari pronti a difendere il valore della patria attraverso la guerra. La forza, il potere, uno stato ordinato e subordinato al governo era ciò che desiderava fortemente il Duce. Vari sono gli elementi che riconducono a questo progetto politico. Egli veniva spesso ritratto a torso nudo mentre praticava boxe, segno dell’uomo forte e robusto, il nome “duce” con cui era designata la sua figura, rimanda etimologicamente a quella del comandante delle truppe a Roma, il fascio littorio, simbolo di compattezza e unione, e il saluto fascista erano connessi alla grande età imperiale romana. Il suo programma politico aveva inevitabilmente travolto ogni settore della società. Continua a leggere