Guida rapida alle ideologie politiche: Capitolo V, Il Cristianesimo Democratico

I rapporti tra cristianesimo e politica sono molto particolari rispetto alle altre ideologie. Trattandosi infatti di una religione, esso è stato quasi sempre filtrato in maniere differenti nelle varie epoche storiche. A differenza di liberalismo, socialismo, fascismo e nazismo, nati tutti tra il Seicento e il Novecento, i legami tra religione cristiana e potere politico risalgono a quasi duemila anni fa. Nel 380 l’imperatore romano Teodosio dichiara il cristianesimo religione ufficiale dello Stato, mentre già da quasi un secolo le ben note persecuzioni sono finite e tale religione si è ormai estesa anche tra le classi dominanti della società.

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L’idiota

In questa età storica in cui la crisi è diventata un elemento strutturale (economica, sociale, geopolitica, umanitaria) è ormai da considerare normale incontrare nella nostra quotidianità gli idioti. Sia chiaro che non è un insulto. Non mi permetterei mai, dal momento che non sopporto gli intolleranti dotati della violenza verbale come unica arma retorica. Il punto però è che gli antichi Greci, i quali hanno inventato praticamente tutti i concetti basilari della politica, chiamavano idiōtēs l’uomo privato, colui che non si cura del bene comune ma solo del suo interesse. Ecco, chiunque di buon senso si augurerebbe che non ci siano idioti in giro. C’è stato un momento in cui la loro forza sembrava scarsa, tra gli anni Sessanta e Settanta in cui era forte e viva la speranza in un mondo diverso. Gli anni in cui le identità erano saldate all’appartenenza a un colore, una subcultura: rossi, bianchi, neri. Poi venne lo yuppismo, gli anni della Milano da bere e del reflusso nel privato. Gli anni della società liquida in cui i punti di riferimento saltano e allora ciascuno, nel proprio bisogno umano di costruire una propria identità rispetto al mondo, si arrangia come può. Continua a leggere

Referendum: cerchiamo di capirci qualcosa e altre considerazioni

In queste settimane, innescato dal “casus belli” delle trivelle, è cominciato (e la ritengo una cosa molto positiva) un dibattito sul tema del referendum. E’ utile? Il quorum è uno strumento giusto? Tratta le materie corrette? In questo articolo mi propongo di darvi una visione chiarificatrice di tutte queste tematiche. Continua a leggere

Democrazia. Sì, ma come?

Sarebbe sciocco ricordare, in un eterno refrain che farebbe eco alle parole di conoscitori superficiali e politici usurpatori del loro ruolo ideale, l’etimologia tramandataci dell’abusato termine “democrazia”, né io, capisce bene il lettore, ho interesse ad abbassare il mio già infimo pulpito. Oltre che sciocco, però, sarebbe forse anche fuorviante, poiché a ben vedere non vi é forma di governo, o persino di anarchia, che non dichiari di ispirarsi, più o meno direttamente, alle aspirazioni materiali e ideali di una comunità. Per capire come la parola democrazia venga usata a puntello di illogici sillogismi, basti ricordare a noi stessi quanto spesso abbiamo detto o sentito dire, anche nelle occasioni più spicciole: “si decide a maggioranza, in democrazia!” o all’opposto “democrazia è tutela delle minoranze”, deformandola di volta in volta a nostro vantaggio. Continua a leggere

Santi, poeti, eroi e smemorati

Noi italiani, che in fondo siamo un popolo di sognatori, abbiamo una simpatica illusione: crediamo che i problemi possano essere risolti in modo comodo e disimpegnato. Anche troppo. Alcuni esempi? Vogliamo una legge elettorale che elimini il clientelismo, una burocrazia che fermi gli evasori, una classe politica che limiti i suoi stessi privilegi. Pretese più che legittime, per carità. La questione però è che questa nostra indolenza ci spinge a giocare allo scaricabarile. La colpa è sempre degli altri, dunque sono loro a dover trovare un rimedio. Magari potremmo cominciare a chiederci perché l’Italia sia infangata dalla corruzione e dall’infrazione delle leggi, anziché pretendere che sia sempre il feticcio di turno a farlo per noi. Continua a leggere