La Casta, dieci anni dopo

«Un’oligarchia di insaziabili bramini».

Ora come dieci anni fa, troviamo queste parole in alto sulla prima pagina de La Casta (Rizzoli, 2007), l’oramai proverbiale libro d’inchiesta il cui titolo finì per ribattezzare dispregiativamente il ceto politico italiano per gli anni a venire. Un’oligarchia di insaziabili bramini; davvero non saprei trovare una forma migliore per introdurre il libro se non quella degli autori Rizzo e Stella: contiene la tesi finale, il tono pungente dell’argomento, e tutto il vampirismo ascritto alla materia trattata. Il paragone con i membri della casta sacerdotale indiana voleva denunciare la rigidità dei partiti (consacrata dalla legge Calderoli del 2006, recentemente dichiarata incostituzionale) che non solo non promuovevano nessuna attività democratica, ma badavano solamente a loro stessi. Una materia nota, una condotta iniqua che va oltre la political nazionale, pervadendo le regioni, i comuni e piccole cooperative: i due giornalisti del Corriere della Sera riportano nel libro varie immersioni fra i bilanci dei palazzi governativi, fra finanziamenti pubblici eccessivi a enti che non dovrebbero esistere, tra le indennità di piccoli sindaci di paese, e numerose altre magagne, alternando resoconti e cifre a commenti ironici. Continua a leggere