Istituto Luce: le lacrime e i sogni di noi italiani

I popoli che non amano portare le armi finiscono per portare le armi degli altri.

Queste parole pronunciate da Benito Mussolini ci permettono di comprendere i principi portati avanti durante gli anni della sua politica. Il fascismo perseguiva fortemente il concetto del cameratismo, fondato sulla condivisione di ideali da parte di gruppi militari pronti a difendere il valore della patria attraverso la guerra. La forza, il potere, uno stato ordinato e subordinato al governo era ciò che desiderava fortemente il Duce. Vari sono gli elementi che riconducono a questo progetto politico. Egli veniva spesso ritratto a torso nudo mentre praticava boxe, segno dell’uomo forte e robusto, il nome “duce” con cui era designata la sua figura, rimanda etimologicamente a quella del comandante delle truppe a Roma, il fascio littorio, simbolo di compattezza e unione, e il saluto fascista erano connessi alla grande età imperiale romana. Il suo programma politico aveva inevitabilmente travolto ogni settore della società. Continua a leggere

Guida rapida alle ideologie politiche: Capitolo III, Il Fascismo

Tenetevi forte e allacciate le cinture, il terzo capitolo della nostra antologia di ideologie sarà un viaggio indietro nel tempo. Destinazione: l’Europa degli anni venti. Di quale filosofia politica ci occupiamo oggi? Del fascismo. Continua a leggere

Se questo è un giorno

Mi appresto a scrivere con una certa “ansia da prestazione”, se così può esser definita, perché l’argomento che sta per essere trattato è uno di quelli difficili. Di quelli complessi, in cui niente è bianco o nero. È uno di quei temi che la generazione 2.0 – me compresa, ben s’intenda – rischia di bypassare e relegare in un qualche proprio cantuccio della memoria. Ed è di Memoria che si sta per parlare: collettiva, storica, ma pur sempre memoria. Bisogna indossare i guanti, indorare la pillola e battersi il petto sussurrando mea culpa? No, non è questo ciò che ci viene richiesto. È necessario, piuttosto, perdere qualsivoglia ampollosità e, se filosoficamente si vuol parlare, accettare che il male non sia stata e non sia un’entità astratta, checché sia il proprio credo personale: il male si personificò in quei milioni di uomini (e donne) che al grido di “Heil Hitler!” diventarono il braccio destro della tortura e della morte. Continua a leggere

Il fascismo buono

A Monaco di Baviera le linee della metropolitana si indicano con la lettera S e arrivano fino a 8. In realtà, però, le linee sono 7. Strano, direte voi, perché i tedeschi sono un popolo che i conti se li sa fare bene. Gli unici conti che forse i tedeschi non riescono ancora a fare sono quelli con il proprio passato. La linea mancante è la S5. Leggenda (metropolitana, ça va sans dire) vuole che la linea sia stata eliminata perché la sigla S5, scritta nel carattere usato per indicare le altre linee, sia troppo somigliante a un’altra sigla, quella della famigerata polizia nazista, le SS. Certamente una leggenda, ma è risaputo che in Germania parlare di nazismo sia ancora considerato un tabù, e farlo in pubblico sia considerato quanto mai inappropriato. Continua a leggere