Riccardo Nobile: primo posto

Costituzione  – La bellezza dello Stato di diritto

Solo le regole ci rendono liberi

La società di oggi è un sistema complesso e articolato di persone che collaborano per raggiungere diversi obiettivi: mantenersi, portare avanti una famiglia e migliorare il proprio lavoro e quello altrui. Ovviamente ci sono dei momenti dedicati allo svago e al divertimento, ma tutto questo funziona solo tramite un ingranaggio che non può essere assolutamente bloccato: il rispetto delle regole, ovvero leggi, norme e precetti che ci consentono di rispettare e condividere gli spazi del nostro vivere sociale, senza rischiare di essere “homo homini lupus”. Il popolo italiano dopo le atrocità, le violenze e i massacri della seconda guerra mondiale, il 2 giugno 1946 votò per la Repubblica e il 22 dicembre 1947 l’assemblea costituente approvò la Costituzione, quella meravigliosa carta che ci fa stare insieme quotidianamente in ogni ambiente, salvaguardando le scelte dell’io e mantenendo la coralità del noi Continua a leggere

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Flavio Scollo: secondo posto

Costituzione – Per garantire il diritto al lavoro l’articolo 4 non basta

L’articolo 4 della Costituzione della Repubblica Italiana, frutto del mirabile lavoro della Commissione dei 75 Padri Costituenti, così recita:

“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’ attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.

Si tratta di uno degli articoli che, nel testo costituzionale, affermano il principio lavorista, ma, a circa settant’anni dalla sua stesura, quest’articolo non è del tutto attuato. Al giorno d’oggi è difficile trovare lavoro, non solo a causa della crisi economica, ma anche per tanti altri motivi. Continua a leggere

Mattia Sottile: terzo posto ex-aequo

Costituzione – Nella Costituzione i valori per uscire dalla crisi

La Costituzione Italiana è  formata da 139 articoli e i primi dodici sono considerati quelli più importanti, perché sono dedicati ai principi fondamentali.

L’articolo 1, 3 e 4 sono collegati tra loro in quanto tutti e tre parlano del diritto al lavoro e dell’uguaglianza.

Nell’articolo 1, dove si legge che “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, si sottolinea l’importanza del lavoro, intorno al quale dovrebbe essere costruita la società. Continua a leggere

Riccardo Pagano: terzo posto ex-aequo

Costituzione – Diritto al lavoro e disoccupazione

Servono più solidarietà e creatività.

L’articolo 2 della costituzione italiana dice: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo …”.

Ma lo Stato oggi non garantisce a tutti i cittadini il lavoro, che per l’uomo corrisponde al diritto alla dignità sociale ed economica, perché non c’è niente di più bello che provvedere alla propria famiglia. Al giorno d’oggi, circa il 40% dei giovani in Italia è disoccupato e quindi senza lavoro. Continua a leggere

La fine di Gramsci non arriverà

Chi esulta perché l’Unità ha chiuso i battenti mi sembra simile a quei parenti che brindano sulla tomba del vecchio zio per l’eredità ricevuta: ben poco elegante e del tutto irrispettoso. E potete pure star sicuri che sono tanti. Non pensano al personale e ai giornalisti, che dovranno fare i conti con un mercato del lavoro asfittico. Ma, cosa più grave di tutte, non capiscono che perdendo l’Unità diciamo addio anche ad un pezzo della nostra storia. Se ne va una parte di ciò che ci ha lasciato Antonio Gramsci, una porzione considerevole della memoria italiana. Le leggi di un mercato selvaggio che sta uccidendo la nostra cultura e gli errori di gestione hanno fatto la loro parte, ma non bisogna trascurare l’antigiornalismo. Continua a leggere