La guerra in Siria: il conflitto ai giorni nostri

La guerra in Siria è iniziata nel Marzo 2011 sull’onda della Primavera araba. Quattro ragazzi su un muro a Derea hanno scarabocchiato “è il tuo turno, dottore”, intendendo che sarebbe toccato ad Assad quello che stava accadendo a Mubarak in Egitto, a Ben Ali in Tunisia e presto a Gheddafi in Libia. La popolazione manifestò chiedendo la scarcerazione dei quattro ragazzi, ma Assad rispose alle proteste sparando ai manifestanti. A ogni funerale, una manifestazione e altri morti: inizia così una guerra che dura ancora oggi e che è definita il conflitto più grande dalla seconda guerra mondiale.

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La guerra in Siria: dalle origini allo scoppio del conflitto

La Siria è uno Stato del Vicino Oriente, la cui capitale è Damasco. Confina a nord con la Turchia, a est con l’Iraq, a sud con la Giordania e a ovest con Israele e Libano. Sempre a ovest si affaccia sul Mar Mediterraneo. La sua posizione è strategica perché il suo attraversamento è obbligato se via terra si vuole trasportare all’Europa gas e petrolio dalle regioni dell’Arabia Saudita. Continua a leggere

Le 10 (+1) cose che hanno caratterizzato il 2017

Come ogni anno, ParlaMente vi propone una veloce carrellata sui principali eventi (e non solo) che hanno segnato il mondo, l’Italia e il territorio siciliano. Cominciamo subito:

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Il dissenso dei giapponesi in memoria di Hiroshima

Facciamo un volo verso l’Asia, richiamati dal dissenso e dalla rabbia dei manifestanti giapponesi nei confronti della nuova legge sulla difesa. È metà settembre ed il parlamento vara una norma che non passa inosservata né agli occhi del suo popolo, né a quelli del mondo tutto. La posizione pacifista, assunta dopo la seconda guerra mondiale, è venuta meno con un pacchetto di leggi che autorizza l’intervento dell’esercito giapponese in aiuto degli Stati Uniti e di altri alleati, nel caso in cui questi subissero un’aggressione armata. Il grande ripudio della guerra, principio sovrano della costituzione nipponica, è stato tradito, e con esso i consensi al governo di Shinzo Abe; una generazione di giovani e meno giovani protesta lungamente, ferita dall’essere rappresentata da un parlamento che non la difende. Tutto ciò all’interno di una cornice retoricamente infuocata tra Tokyo e Pechino nelle rivendicazioni territoriali sul mar Cinese orientale. Proprio all’inizio di settembre la Cina ha organizzato una parata per commemorare la sconfitta del Giappone nella seconda guerra mondiale, con un enorme dispiegamento di soldati. Continua a leggere

Imperialismo democratico

La guerra fredda è ufficialmente finita poco più di un quarto di secolo fa, ponendo termine anche al generale clima di terrore globale che durava da circa cinquant’anni, inerente al pericolo di una guerra nucleare totale. Ma in concreto la contrapposizione bipolare tra Occidente e Oriente non si è mai sanata realmente. La prova evidente e lampante del protrarsi di questa antitesi è infatti oggi rappresentata dall’attuale guerra civile ucraina, che da poco ha compiuto il suo anno d’età. Scoppiata precisamente il 6 Aprile dell’anno scorso, questa lotta fratricida, continua ancora a mietere vittime tra civili e soldati, il tutto nel quasi totale disinteresse dei media ufficiali italiani. Continua a leggere