Primarie Usa: il programma della Clinton in 5 punti

Qualcuno le ha definite le primarie più incerte della storia d’America, tendenza confermata dai risultati dei primi confronti in Iowa e New Hampshire. Sicuro è che, da parte dei democratici e dei repubblicani, la tendenza centrifuga che in Europa non è ormai più un mistero si sta facendo sentire anche oltreoceano. Se da un lato infatti Trump cavalca l’onda della destra xenofoba, dall’altra l’outsider Bernie Sanders insidia da sinistra una Clinton altrimenti votata ad una sicura vittoria. Ma qual è la particolarità di questo duello progressista? Vediamo insieme cosa accomuna e cosa distingue i candidati dem alla Casa Bianca. Continua a leggere

Unione Europea: non pervenuta

Come spieghereste ad un bambino di dodici anni il concetto di Unione Europea? Quali parole utilizzereste con un vostro figlio o fratello minore, che magari si approccia per la prima volta a nozioni di educazione civica o geografia politica, per spiegare in linea generale l’Unione Europea? Continua a leggere

Immigrazione: una proposta per Salvini

Accoglienza o respingimento? Ogni giorno barconi carichi di migranti toccano le nostre coste e di conseguenza rimangono molto a lungo in situazioni estremamente precarie, per colpa di molti fattori. Proprio per questo è troppo superficiale puntare il dito soltanto contro il governo o l’Unione Europea, quando in realtà i flussi migratori dai paesi sottosviluppati sono il logico prodotto di un intero sistema malato. Salvini, ma non solo, propone di reinvestire il denaro che oggi spendiamo per l’accoglienza utilizzandolo invece per “aiutarli in casa loro”. Cosa vuol dire tutto ciò? Consideriamo che i flussi principali provengono da Tunisia, Eritrea, Somalia, Gambia, Mali, Nigeria, Senegal, Pakistan e Libia. Questa gente non fugge dalla disoccupazione giovanile o dagli scarsi investimenti sull’università. In effetti, ad averle le università in quei paesi. I tragici problemi da affrontare sono mancanza di democrazia, sfruttamento da parte delle multinazionali, inefficienza delle istituzioni statali ed enormi squilibri nella distribuzione della ricchezza. Dover fronteggiare tutte queste questioni in un solo paese sarebbe già un’impresa titanica, figurarsi dover cercare di cambiare da soli nove stati! In che modo, poi? Davvero credete che sia possibile limitarsi a spedire qualche milione di dollari in uno stato dell’Africa equatoriale per risolvere ogni cosa? Continua a leggere