La guerra in Siria: il conflitto ai giorni nostri

La guerra in Siria è iniziata nel Marzo 2011 sull’onda della Primavera araba. Quattro ragazzi su un muro a Derea hanno scarabocchiato “è il tuo turno, dottore”, intendendo che sarebbe toccato ad Assad quello che stava accadendo a Mubarak in Egitto, a Ben Ali in Tunisia e presto a Gheddafi in Libia. La popolazione manifestò chiedendo la scarcerazione dei quattro ragazzi, ma Assad rispose alle proteste sparando ai manifestanti. A ogni funerale, una manifestazione e altri morti: inizia così una guerra che dura ancora oggi e che è definita il conflitto più grande dalla seconda guerra mondiale.

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La guerra in Siria: dalle origini allo scoppio del conflitto

La Siria è uno Stato del Vicino Oriente, la cui capitale è Damasco. Confina a nord con la Turchia, a est con l’Iraq, a sud con la Giordania e a ovest con Israele e Libano. Sempre a ovest si affaccia sul Mar Mediterraneo. La sua posizione è strategica perché il suo attraversamento è obbligato se via terra si vuole trasportare all’Europa gas e petrolio dalle regioni dell’Arabia Saudita. Continua a leggere

Le 10 (+1) cose che hanno caratterizzato il 2017

Come ogni anno, ParlaMente vi propone una veloce carrellata sui principali eventi (e non solo) che hanno segnato il mondo, l’Italia e il territorio siciliano. Cominciamo subito:

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C’era una volta, senza il terrore…

Il mondo intero, ancora una volta e inesorabilmente, rimane attonito di fronte alla creazione più meschina e subdola che l’umanità del ventunesimo secolo conosce: il terrorismo fondamentalista. Lo scopo dei suoi artefici è solamente uno: generare terrore. E, a giudicare dallo stato d’animo dell’umanità tutta, ci riesce. Continua a leggere

Il pensiero fascista che l’ISIS vuole

Dover sopportare le uscite a gamba tesa di Salvini è una quotidiana via crucis. Se poi l’aspirante alter-Renzi fa anche piazza pulita nei sondaggi (rispetto alla media storica della Lega Nord, s’intende), si resta allibiti. Prima di tutto perché il populismo di destra che si sta diffondendo in Europa ha un retrogusto fascistoide alquanto sgradevole, ma c’è un’altra motivazione celata a cui non pensano neanche i leghisti, la quale ha a che fare con il bersaglio preferito in questo momento: l’Islam. Continua a leggere