Università di Medicina: il sistema italiano a confronto con quello francese

Molte volte durante il mio percorso di studi ho sentito il peso di una profonda frustrazione nel memorizzare cose che mi sembrava un’assurdità dover ricordare: i minuziosi dettagli di una infinità di farmaci di cui forse solo un decimo ho visto prescrivere (trattasi di prescrizioni del medico di famiglia ai miei parenti), la descrizione dettagliata di interventi su un piano rimasto visionario, la minuziosa spiegazione di certe lesioni al vetrino o all’imaging osservate soltanto sui libri e sui quali è provato poter ricavare ottimi disegni per bambini unendo i puntini. Continua a leggere

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Una muta per sordi

Nonostante il carico d’impegni dovuti alla vicende degli ultimi tempi, siamo riusciti a ottenere un’intervista con il protagonista indiscusso dello scenario politico italiano. Continua a leggere

Volta la carta, storia di una Storia dimenticata nel cassetto

Flick, giurista, politico e accademico italiano, ha avuto modo di affermare che «è più che mai necessario rileggere la Carta fondamentale prima di pensare a riscriverla come alcuni chiedono. Prima di domandarsi se essa è ancora attuale, ci si deve chiedere quanto è stata attuata.»

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La Casta, dieci anni dopo

«Un’oligarchia di insaziabili bramini».

Ora come dieci anni fa, troviamo queste parole in alto sulla prima pagina de La Casta (Rizzoli, 2007), l’oramai proverbiale libro d’inchiesta il cui titolo finì per ribattezzare dispregiativamente il ceto politico italiano per gli anni a venire. Un’oligarchia di insaziabili bramini; davvero non saprei trovare una forma migliore per introdurre il libro se non quella degli autori Rizzo e Stella: contiene la tesi finale, il tono pungente dell’argomento, e tutto il vampirismo ascritto alla materia trattata. Il paragone con i membri della casta sacerdotale indiana voleva denunciare la rigidità dei partiti (consacrata dalla legge Calderoli del 2006, recentemente dichiarata incostituzionale) che non solo non promuovevano nessuna attività democratica, ma badavano solamente a loro stessi. Una materia nota, una condotta iniqua che va oltre la political nazionale, pervadendo le regioni, i comuni e piccole cooperative: i due giornalisti del Corriere della Sera riportano nel libro varie immersioni fra i bilanci dei palazzi governativi, fra finanziamenti pubblici eccessivi a enti che non dovrebbero esistere, tra le indennità di piccoli sindaci di paese, e numerose altre magagne, alternando resoconti e cifre a commenti ironici. Continua a leggere

Il Presidenzialismo salverà l’Italia

Il popolo italiano ha un complesso: il complesso dell’uomo solo al comando. Da quando la tragica esperienza fascista è terminata, l’imperativo categorico della politica italiana è stato quello di spalmare il più possibile il potere per impedire che venisse accumulato nelle mani di un unico individuo. Ed ecco sorgere il bicameralismo perfetto, ecco nascere la repubblica dei partiti e tante altre novità che hanno distinto il panorama politico italiano dal resto dei paesi occidentali. Dopo oltre settant’anni di mantra ossessivo compulsivo, non ci resta che tirare le somme: agli italiani piace l’uomo solo al comando.

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