La mafia calatina: nomi, affari ed estorsioni di Cosa Nostra a Caltagirone – Parte III

Le interferenze con la politica e le aziende

Caltagirone non è un’isola felice. A Caltagirone la mafia c’è ed è sempre stata piuttosto forte, stabilmente inserita in Cosa Nostra, parte importante dell’assetto mafioso della Sicilia orientale e buon punto di riferimento per la Cupola palermitana e corleonese. Gli affari della mafia nel Calatino riguardano opere pubbliche, estorsioni importanti a tanti commercianti e legami con la politica.
Questo pezzo è il terzo di una serie di articoli sulla storia e le attività della criminalità organizzata a Caltagirone. Ogni articolo tratterà un aspetto di questo tema: dalla famiglia La Rocca agli attuali capi della cosca calatina, dalle ingerenze in politica e affari fino al racket ai danni delle imprese della città.
Un ringraziamento va ai Carabinieri della Caserma di Caltagirone, in particolare al Comandante del Nucleo Operativo Tommaso Cilmi, e ai giornalisti, che ci hanno aiutato, attraverso importanti contributi, pareri e spunti di ricerca. In fondo ad ogni articolo vi sono poi tutti i riferimenti e le fonti a cui si è attinto, tutte reperibili online.

Continua a leggere

Annunci

La mafia calatina: nomi, affari ed estorsioni di Cosa Nostra a Caltagirone – Parte II

Il boss Seminara, i mafiosi calatini e i rapporti con Messina Denaro

Caltagirone non è un’isola felice. A Caltagirone la mafia c’è ed è sempre stata piuttosto forte, stabilmente inserita in Cosa Nostra, parte importante dell’assetto mafioso della Sicilia orientale e buon punto di riferimento per la Cupola palermitana e corleonese. Gli affari della mafia nel Calatino riguardano opere pubbliche, estorsioni importanti a tanti commercianti e legami con la politica.
Questo pezzo è il secondo di una serie di articoli sulla storia e le attività della criminalità organizzata a Caltagirone. Ogni articolo tratterà un aspetto di questo tema: dalla famiglia La Rocca agli attuali capi della cosca calatina, dalle ingerenze in politica e affari fino al racket ai danni delle imprese della città.
Un ringraziamento va ai Carabinieri della Caserma di Caltagirone, in particolare al Comandante del Nucleo Operativo Tommaso Cilmi, e ai giornalisti, che ci hanno aiutato, attraverso importanti contributi, pareri e spunti di ricerca. In fondo ad ogni articolo vi sono poi tutti i riferimenti e le fonti a cui si è attinto, tutte reperibili online.

Continua a leggere

La mafia calatina: nomi, affari ed estorsioni di Cosa Nostra a Caltagirone – Parte I

La famiglia La Rocca e il patriarca Ciccio

Caltagirone non è un’isola felice. A Caltagirone la mafia c’è ed è sempre stata piuttosto forte, stabilmente inserita in Cosa Nostra, parte importante dell’assetto mafioso della Sicilia orientale e buon punto di riferimento per la Cupola palermitana e corleonese. Gli affari della mafia nel Calatino riguardano opere pubbliche, estorsioni importanti a tanti commercianti e legami con la politica.
Questo pezzo è il primo di una serie di articoli sulla storia e le attività della criminalità organizzata a Caltagirone. Ogni articolo tratterà un aspetto di questo tema: dalla famiglia La Rocca agli attuali capi della cosca calatina, dalle ingerenze in politica e affari fino al racket ai danni delle imprese della città.
Un ringraziamento va ai Carabinieri della Caserma di Caltagirone, in particolare al Comandante del Nucleo Operativo Tommaso Cilmi, e ai giornalisti, che ci hanno aiutato, attraverso importanti contributi, pareri e spunti di ricerca. In fondo ad ogni articolo vi sono poi tutti i riferimenti e le fonti a cui si è attinto, tutte reperibili online. Continua a leggere

La mafia stupisce solo d’estate

Sarà il sole dell’agosto romano, che permette agli elicotteri di levarsi in aria e gettare indisturbati petali di rosa sulla Città Eterna. Sarà la frizzante aria etnea di settembre, che sollazza le prestazioni dei cantanti neomelodici più raffinati e la beltà delle veline all’ultimo grido. Sarà l’estate, viene da pensare, a stimolare il più cattivo di chi una notorietà – non proprio per meriti civici –  già la ha e non perde occasione per rinnovarla. Con quel cocktail di trash, di kitsch, di pacchiano, che nemmeno un sommo artista – fusione diacronica tra Petronio, Fellini e Sorrentino – saprebbe descrivere con un suo capolavoro di (sur)realismo. Continua a leggere

Ventitré anni dopo Capaci

Anche quest’anno un altro 23 maggio è arrivato. Anche quest’anno ci apprestiamo a vivere una giornata intensa, piena di commemorazioni e retorica sulla strage di Capaci, sul sacrificio di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti di scorta Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Anche quest’anno, per il ventitreesimo anno, una sfilata di autorità istituzionali e religiose ricorderà il giudice che, suo malgrado, in quegli anni era divenuto il simbolo di una Sicilia che voleva cambiare, che intendeva mostrare il suo lato migliore ed onesto, desiderosa di scrollarsi di dosso quella cattiva nomea che tanti eventi delittuosi avevano contribuito ad affibbiarle; quel desiderio che qualcuno pensava di poter stroncare coi 400 kg di miscela esplosiva posizionati sotto l’autostrada a Capaci. Continua a leggere