La bufala omofoba che piace alla destra

Uno spettro si aggira per l’Italia: lo spettro del gender. Per esempio, prendete un comune italiano abbastanza importante, come Trieste. Aggiungete una giunta di centro-sinistra che introduce un progetto per le scuole materne, il Gioco del rispetto. Tutto regolare, almeno all’apparenza. Allora qualcuno mi spieghi perché di una innocua e lodevole iniziativa scolastica si è trasformata in un caso nazionale. Da qualche giorno a questa parte compaiono titoli di giornale più indignati di Carlo Sibilia il giorno della riunione del gruppo Bilderberg: La follia dei “giochi gender” bimbi travestiti da bimbe tuona il Giornale, il quale dopo pubblica anche il “documento choc” che ne esprime le linee guida. La medaglia d’oro spetta però a Libero, con Scuola, progetto della Regione Friuli Venezia Giulia: ora di pornografia all’asilo. Continua a leggere

La libertà di essere omofobi

Le polemiche italiane sono sempre situate al limite tra l’imbarazzante e il ridicolo. Ma le dichiarazioni che circolano sul web da una settimana a questa parte si collocano ben oltre, al confine con l’indecente. Il peggio è che provengono dal sottosegretario al Ministero dell’Istruzione Gabriele Toccafondi. “Nomen omen” si potrebbe commentare per suscitare un momento di ilarità. In realtà c’è ben poco da ridere: in un’intervista rilasciata a Tempi, nel rispondere ad una serie di domande retoriche e tendenziose (medaglia d’oro a: “Cosa c’entra un Ufficio antidiscriminazioni con l’educazione e con i cosiddetti diritti gay?”), Toccafondi spara a zero su tutti. A partire dal già citato Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, passando ad una delittuosa assemblea d’istituto in un liceo modenese a cui era stata invitata Vladimir Luxuria senza contraddittorio (avrebbero potuto chiamare Forza Nuova, no?), fino al ddl Scalfarotto, che mette in discussione “la libertà di espressione e quella educativa, entrambe previste dalla Costituzione”.

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