«Ci sono lauree più utili di altre.» Falso!

Capita spesso che studenti e studentesse in procinto di prendere il diploma di maturità mi chiedano consigli sulla scelta dell’università. Il loro atteggiamento spesso confuso e disorientato prova sempre di più che sebbene scuola e università siano ovviamente due mondi diversi, il legame tra essi è davvero molto debole. I maturandi spesso non sanno cosa aspettarsi dal percorso che stanno per imboccare, in che modo comportarsi, come avere a che fare con una burocrazia spesso astrusa e inefficiente. Certo, non si può pretendere che si inizi l’università senza un velo di mistero (dove starebbe poi il bello della scoperta?), ma la disinformazione porta ad assecondare dei luoghi comuni inammissibili. Il più grave di tutti cerca di rispondere alla seguente domanda: quali sono le prospettive di ciascun corso di studi? Essa riflette il principale incubo della generazione del “cognitariato” (letteralmente il “proletariato della conoscenza”), ossia essere emarginati dal mercato del lavoro dopo anni, energie e denaro spesi per giungere alla laurea. Adesso, a parte la considerazione che “mercato del lavoro” è un’espressione terribile (il lavoro è una merce qualunque, come le patate o il carbone?), sembra che la tentazione più comune per evitare questo incubo sia sacrificare le proprie inclinazioni personali e scegliere un percorso di studi che offra migliori opportunità lavorative in futuro. Continua a leggere

Medicina: ragazzi, non fermatevi al test d’ingresso

Chi ha un perché abbastanza forte,
può superare qualsiasi come.

Friedrich Nietzsche

Stress psico-fisico e business economico. Ricorsi italiani e fughe verso l’estero. Voti a tutti i santi e invocazioni alla dea fortuna. Nel nostro paese il test d’ingresso alla facoltà di Medicina è sinonimo di tutto questo. Continua a leggere