Il pensiero fascista che l’ISIS vuole

Dover sopportare le uscite a gamba tesa di Salvini è una quotidiana via crucis. Se poi l’aspirante alter-Renzi fa anche piazza pulita nei sondaggi (rispetto alla media storica della Lega Nord, s’intende), si resta allibiti. Prima di tutto perché il populismo di destra che si sta diffondendo in Europa ha un retrogusto fascistoide alquanto sgradevole, ma c’è un’altra motivazione celata a cui non pensano neanche i leghisti, la quale ha a che fare con il bersaglio preferito in questo momento: l’Islam. Continua a leggere

L’Italia è una repubblica democratica fondata sull’‪#‎hashtag‬

I politici non fanno mai quello che promettono, sono bravi solamente a parlare: spesso si sente uscire questa frase dalla bocca di molti italiani. Constatazione alcune volte veritiera, altre volte affrettata. Ma siamo proprio sicuri che i nostri politici siano bravi a parlare? In questo pezzo faremo un (deprimente) viaggio tra i tweet, le note e le dichiarazioni dei nostri governanti. Continua a leggere

Immigrazione: una proposta per Salvini

Accoglienza o respingimento? Ogni giorno barconi carichi di migranti toccano le nostre coste e di conseguenza rimangono molto a lungo in situazioni estremamente precarie, per colpa di molti fattori. Proprio per questo è troppo superficiale puntare il dito soltanto contro il governo o l’Unione Europea, quando in realtà i flussi migratori dai paesi sottosviluppati sono il logico prodotto di un intero sistema malato. Salvini, ma non solo, propone di reinvestire il denaro che oggi spendiamo per l’accoglienza utilizzandolo invece per “aiutarli in casa loro”. Cosa vuol dire tutto ciò? Consideriamo che i flussi principali provengono da Tunisia, Eritrea, Somalia, Gambia, Mali, Nigeria, Senegal, Pakistan e Libia. Questa gente non fugge dalla disoccupazione giovanile o dagli scarsi investimenti sull’università. In effetti, ad averle le università in quei paesi. I tragici problemi da affrontare sono mancanza di democrazia, sfruttamento da parte delle multinazionali, inefficienza delle istituzioni statali ed enormi squilibri nella distribuzione della ricchezza. Dover fronteggiare tutte queste questioni in un solo paese sarebbe già un’impresa titanica, figurarsi dover cercare di cambiare da soli nove stati! In che modo, poi? Davvero credete che sia possibile limitarsi a spedire qualche milione di dollari in uno stato dell’Africa equatoriale per risolvere ogni cosa? Continua a leggere

Salvini contestato in Sicilia

Il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini, giunto in mattinata a Caltagirone (CT) dopo aver visitato il Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Mineo – in cui ha proposto la costruzione di strutture del genere in Nordafrica – è stato duramente contestato al termine della sua visita. Un gruppo di persone lo ha atteso all’uscita con cartelli che lo additavano come “persona sgradita” e bandiere del movimento No Muos. Salvini è entrato in auto protetto da un cordone di agenti delle forze dell’ordine e si è diretto verso il Mausoleo di Don Luigi Sturzo, nel centro storico della città, seminando i contestatori.

Noi di ParlaMente eravamo lì per documentare i fatti e porre alcune domande al leader leghista, che a causa del tumulto non siamo riusciti a raggiungere. In particolare avremmo voluto chiedergli:

  1. Il suo partito ha sempre manifestato tendenze autonomiste, quando non separatiste, rispetto al Meridione. Nonostante ciò, lei fa leva sulla questione immigrati per ottenere voti al Sud. Non le suona populista tutto ciò?
  2. Lei ritiene di dover destinare il denaro riservato all’operazione Mare Nostrum per aiutare gli extracomunitari nei loro paesi d’origine. In senso pratico, con quali mezzi e istituzioni intende effettuare questa  grande operazione?
  3. Riguardo alla politica interna, vista la crisi di Forza Italia, se si costituisse un asse tra Fi, Ncd e Fdi la Lega Nord che posizione assumerebbe?
  4. Ha firmato per indire le primarie del centrodestra e pare che lei possa essere il candidato favorito nella competizione per la leadership. Come pensa di coniugare l’indipendentismo della Lega con l’ideologia unitaria di Fdi, quella liberale di Fi e le idee cristiano-democratiche di Ncd senza provocare fratture?