L’esigenza di saper raccontare la Storia

Altri paesi d’Europa si sono già posti il problema, diversi anni fa ormai: come comunicare con le nuove generazioni? E, soprattutto, come con quelle del domani, vista la continua evoluzione dello strato sociale delle popolazioni? In Francia, ad esempio, nel 2000 si calcolava che circa il 13% della popolazione totale fosse di origine africana (cioè si stima 9 milioni di persone), non è difficile riflettere sul fatto che buona parte di quegli individui provenissero dalle antiche colonie francesi, Senegal, Algeria, Marocco, Tunisia, volendo volontariamente tralasciare quelle sparse in altre aree del mondo. Continua a leggere

L’istruzione che agisce

Il nostro mondo è costituito da persone che sono i veri protagonisti di tutto ciò che ruota attorno alla realtà, protagonisti che entrano in scena nel momento in cui sanno che possono dare un contributo concreto alla società e che possono relazionarsi con altri individui in modalità differenti. Quanto è importante la formazione di un individuo? Quanto il suo apprendimento influenza le sue azioni? Ogni singolo uomo e donna presentano una forma mentis che influenza in modo preponderante l’agire di ogni cittadino. Ebbene è di cittadini che parliamo. Noi siamo chiamati a essere cittadini attivi in qualsiasi realtà ci troviamo ad operare. Ma per agire consapevolmente, alla base deve necessariamente risiedere un’educazione formativa intellettuale e sociale. Comparando questi due aspetti nasce spontaneo il collegamento con ciò che risulta essere l’istituzione scolastica. L’istruzione è una ricchezza, un punto a nostro favore che purtroppo spesso viene sminuito. In realtà, essa ci fornisce strumenti che sono finalizzati a forgiare menti critiche, aperte e capaci di saper ragionare. Forse la questione varia. I metodi adottati sono appropriati? C’è bisogno di rivalutare il settore dell’istruzione? Vengono attuati procedimenti che mirano ad una sollecitazione maggiore verso i ragazzi? Continua a leggere

Liceo classico: mala tempora currunt

  1. È classico ciò che tende a relegare l’attualità al rango di rumore di fondo, ma nello stesso tempo di questo rumore di fondo non può fare a meno.

  2. È classico ciò che persiste come rumore di fondo anche là dove l’attualità più incompatibile fa da padrona.

Italo Calvino

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La bufala omofoba che piace alla destra

Uno spettro si aggira per l’Italia: lo spettro del gender. Per esempio, prendete un comune italiano abbastanza importante, come Trieste. Aggiungete una giunta di centro-sinistra che introduce un progetto per le scuole materne, il Gioco del rispetto. Tutto regolare, almeno all’apparenza. Allora qualcuno mi spieghi perché di una innocua e lodevole iniziativa scolastica si è trasformata in un caso nazionale. Da qualche giorno a questa parte compaiono titoli di giornale più indignati di Carlo Sibilia il giorno della riunione del gruppo Bilderberg: La follia dei “giochi gender” bimbi travestiti da bimbe tuona il Giornale, il quale dopo pubblica anche il “documento choc” che ne esprime le linee guida. La medaglia d’oro spetta però a Libero, con Scuola, progetto della Regione Friuli Venezia Giulia: ora di pornografia all’asilo. Continua a leggere

Di sesso a scuola si deve parlare

Che l’apporto della scuola sia fondamentale nella formazione dell’individuo è assodato. E non si intende solo quella puramente culturale, ma anche la mentalità, i valori e gli ideali vengono in buona parte forgiati tra i banchi. Per esempio, ricordo bene il libro di Scienze alle scuole medie. Al suo interno c’era un capitolo che a noi, trenta ragazzini maliziosi e ridacchianti come possono esserlo solo gli esseri umani all’inizio della pubertà, interessava particolarmente. Era quello che parlava della riproduzione. In quelle pagine c’era tutto: meiosi, gameti, fecondazione in vitro. Ancora oggi parte di quei trenta adolescenti non conosce il significato di quelle parole. Se si è fortunati, di solito si affronta il fatidico argomento alle superiori, in qualche timido incontro con sessuologi, il tutto mascherato dai deliziosi eufemismi di “educazione all’affettività” o “alla salute”. Accontentiamoci: certe volte non accade nemmeno questo. Continua a leggere