“Non ti preoccupare papà, sto bene”

Le parole di Sami Modiano, sopravvissuto ai campi di concentramento

Sguardo intenso, carnagione chiara, labbra sottili e una voce nitida. E’ un uomo semplice, ama stare in mezzo ai giovani e raccontare il suo vissuto attimo dopo attimo. La storia ha cambiato la sua vita fin da giovane, all’età di 13 anni. Sami Modiano è uno dei sopravvissuti ai campi di concentramento di Birkenau e Auschwitz e oggi ha deciso di raccontare a tutti le atrocità vissute durante la sua adolescenza, ha deciso che il mondo ha bisogno di verità per non poter più patire il male commesso. Nato a Rodi il 18 luglio 1930 dal padre Giacobbe e la madre Diana, aveva una sorella di nome Luana. E’ questa la sua presentazione a dei giovani liceali presso il cineteatro Sant’Anna di Caltagirone. L’emozione è tanta, la sala è piena di ragazzi e la sua voce ammanta di brividi la nostra pelle. Il racconto della sua vita inizia proprio da un triste episodio d’infanzia, quando è costretto a lasciare la scuola elementare e nel silenzio regnante nella sala tuonano le sue ferme parole: “E’ una colpa essere ebreo?”.

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Nessun prigioniero!

(Massacro di Biscari ’43: gli americani hanno le mani sporche di sangue italiano)

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