La scala social-sociale

Diverse volte abbiamo sentito parlare della scala sociale, detta altrimenti stratificazione sociale. La Treccani ci dice che “la stratificazione sociale è la condizione degli strati sociali, composti da individui o gruppi, collocati vicini o sovrapposti in una scala di superiorità o inferiorità relativa a seconda della ricchezza, del potere, del prestigio o di ciò che la società in cui vivono ritiene rilevante ai fini della distinzione sociale.”

Una domanda che è possibile porsi è: esiste una stratificazione nei social network? E se esiste, corrisponde alla scala sociale? Si può progredire in essa come nella società? Continua a leggere

Annunci

Social Network: l’abito che fa il monaco

Pochissime persone leggono Newton, perché bisogna essere dotti per capirlo. Tutti però ne parlano.

Questa è una grandissima lezione che ci lascia Voltaire, quanto mai attuale. I social network sono senza dubbio l’elemento che caratterizza il nuovo millennio sotto il profilo sociologico. La letteratura in merito si sta sbizzarrendo di anno in anno, dividendosi fra chi descrive il fenomeno come l’avvento della fine dell’individualità e chi li presenta come il futuro della democrazia liquida. Come (quasi) sempre, la verità sta in mezzo. I social sono tanti, ma qui analizzerò solo Facebook, poiché è il più usato e quello che conosco meglio. Continua a leggere

Per un 2017 meno approssimativo

Siamo informati su tutto e tutti, o almeno crediamo di esserlo. Certo, lo siamo molto più delle generazioni precedenti che non potevano attingere dalla magica rete che tutto accoglie, eppure si fa presto a capire come al sovrabbondare delle informazioni disponibili non corrisponda una corretta e uniforme assimilazione. Leggiamo e sentiamo troppo, e poco rimane. Continua a leggere

La Rivoluzione incompiuta

Prendete una moneta francese da 2€, voltatela e leggete ciò che trovate scritto intorno all’albero. Liberté, Égalité, Fraternité. Tre paroline che impariamo sin dalla scuola media, luogo dove ci insegnano che tanti uomini e tante donne morirono per sancire questi tre valori. Al liceo scopriamo poi che questi tre valori sono quelli che danno la mazzata finale al sistema feudale. Mi chiedo, e vi chiedo, a più di duecento anni di distanza dalla Rivoluzione Francese, possiamo davvero dire che questi tre valori esistono? Continua a leggere

L’idiota

In questa età storica in cui la crisi è diventata un elemento strutturale (economica, sociale, geopolitica, umanitaria) è ormai da considerare normale incontrare nella nostra quotidianità gli idioti. Sia chiaro che non è un insulto. Non mi permetterei mai, dal momento che non sopporto gli intolleranti dotati della violenza verbale come unica arma retorica. Il punto però è che gli antichi Greci, i quali hanno inventato praticamente tutti i concetti basilari della politica, chiamavano idiōtēs l’uomo privato, colui che non si cura del bene comune ma solo del suo interesse. Ecco, chiunque di buon senso si augurerebbe che non ci siano idioti in giro. C’è stato un momento in cui la loro forza sembrava scarsa, tra gli anni Sessanta e Settanta in cui era forte e viva la speranza in un mondo diverso. Gli anni in cui le identità erano saldate all’appartenenza a un colore, una subcultura: rossi, bianchi, neri. Poi venne lo yuppismo, gli anni della Milano da bere e del reflusso nel privato. Gli anni della società liquida in cui i punti di riferimento saltano e allora ciascuno, nel proprio bisogno umano di costruire una propria identità rispetto al mondo, si arrangia come può. Continua a leggere