La guerra in Siria: il conflitto ai giorni nostri

La guerra in Siria è iniziata nel Marzo 2011 sull’onda della Primavera araba. Quattro ragazzi su un muro a Derea hanno scarabocchiato “è il tuo turno, dottore”, intendendo che sarebbe toccato ad Assad quello che stava accadendo a Mubarak in Egitto, a Ben Ali in Tunisia e presto a Gheddafi in Libia. La popolazione manifestò chiedendo la scarcerazione dei quattro ragazzi, ma Assad rispose alle proteste sparando ai manifestanti. A ogni funerale, una manifestazione e altri morti: inizia così una guerra che dura ancora oggi e che è definita il conflitto più grande dalla seconda guerra mondiale.

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La guerra in Siria: dalle origini allo scoppio del conflitto

La Siria è uno Stato del Vicino Oriente, la cui capitale è Damasco. Confina a nord con la Turchia, a est con l’Iraq, a sud con la Giordania e a ovest con Israele e Libano. Sempre a ovest si affaccia sul Mar Mediterraneo. La sua posizione è strategica perché il suo attraversamento è obbligato se via terra si vuole trasportare all’Europa gas e petrolio dalle regioni dell’Arabia Saudita. Continua a leggere

Le 10 (+1) cose che hanno caratterizzato il 2016

L’anno dei cambiamenti importanti? Forse. L’anno delle previsioni sbagliate? Non proprio. L’anno con cui ci si lascia definitivamente alle spalle il XX secolo? Potrebbe essere. È difficile definire il 2016 con poche parole, anche perché questi dodici mesi sono stati caratterizzati da tanti eventi, molti dei quali parecchio rilevanti. Conscio di ciò, vi propongo, come per il 2015, una carrellata dei fatti che, secondo me, hanno maggiormente contraddistinto l’anno che abbiamo trascorso, facendo una macedonia di grandi e piccoli eventi, a qualsiasi latitudine e senza un particolare ordine. Continua a leggere

Colpo di Stato? Ma per piacere!

Colpo di Stato. Cito dalla Treccani: “si intende generalmente con questa espressione un fatto contro la legge e al di fuori della legge, volto a modificare il vigente ordinamento dei pubblici poteri […] il concetto di colpo di stato non coincide con quello di rivoluzione. Il colpo di stato contiene sempre in sé un elemento di rivoluzione: cioè un brusco mutamento dell’ordine esistente. Ma per rivoluzione, in senso stretto, s’intende un mutamento prodotto da un moto popolare”. Ditemi voi, adesso, se un blocco stradale e un’occupazione della TV di Stato durati appena quattro ore possano definirsi colpo di Stato. Se così fosse, dite a Giulio Cesare che poteva risparmiarsi il De bello civili. Continua a leggere