Perché al referendum voto no

Avrei potuto iniziare questo articolo catalogando uno dopo l’altro tutti i motivi per cui bisogna votare No al referendum del 4 dicembre. Tuttavia Saqili mi ha anticipato, esprimendo molte condivisibili perplessità sul merito della riforma Boschi-Renzi che io avrei finito per ripetere. Unica differenza, egli nel suo articolo finisce per sostenere timidamente il Sì considerando i benefici della riforma maggiori dei suoi rischi. Ebbene, io credo fermamente che questi benefici siano piuttosto delle illusioni. Dunque nel mio discorso mi limiterò a rispondere alle sue argomentazioni fondamentali che lo hanno spinto a scegliere il Sì: velocità delle leggi, referendum abrogativi, rapporti Stato-Regioni ed elettività dei senatori.

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Perché al referendum voto sì

Questo articolo presuppone una minima conoscenza delle novità che la riforma porta con sé, che potete facilmente leggere in questo articolo. Io esporrò i motivi per cui ho deciso di votare sì. Come vedrete voi stessi durante la lettura, i miei dubbi sono ancora molti ma ho deciso di prendere una posizione netta e basare la mia decisione su un unico aspetto che, secondo me, in una situazione di indecisione rappresenta la chiave per dare un giudizio su questo referendum. Continua a leggere

Riforma Costituzionale: ecco perché devi votare

Con questo articolo intendo chiarire cosa propone la riforma fatta dal governo Renzi, sulla quale il 4 dicembre tutti noi cittadini siamo chiamati alle urne per dire la nostra. Fate attenzione perché per questo referendum, a differenza di quanto previsto per i referendum abrogativi, non è previsto il quorum, quindi il risultato del voto sarà valido in ogni caso a prescindere dalla percentuale dei votanti. Continua a leggere

Santi, poeti, eroi e smemorati

Noi italiani, che in fondo siamo un popolo di sognatori, abbiamo una simpatica illusione: crediamo che i problemi possano essere risolti in modo comodo e disimpegnato. Anche troppo. Alcuni esempi? Vogliamo una legge elettorale che elimini il clientelismo, una burocrazia che fermi gli evasori, una classe politica che limiti i suoi stessi privilegi. Pretese più che legittime, per carità. La questione però è che questa nostra indolenza ci spinge a giocare allo scaricabarile. La colpa è sempre degli altri, dunque sono loro a dover trovare un rimedio. Magari potremmo cominciare a chiederci perché l’Italia sia infangata dalla corruzione e dall’infrazione delle leggi, anziché pretendere che sia sempre il feticcio di turno a farlo per noi. Continua a leggere